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L'attentato al Tribunale
23 Aprile 2026 - 10:20
Un uomo che prepara un ordigno, lo piazza (o lo lancia) e scappa. L’esplosione e l’incendio, senza feriti né danni. Questo hanno ripreso, martedì sera, le telecamere nel cortile che ospita il parcheggio del tribunale e della procura di Ivrea. Un attentato alla procura o il folle gesto di un balordo? Le indagini, a tutto campo, sono in capo alla Digos e alla Squadra mobile della questura di Torino. Gli investigatori non escludono alcuna pista, vista la gravità del fatto, mentre il giorno dopo l’episodio sono tanti i messaggi di solidarietà, sia dalla politica, che dalla magistratura, per quanto accaduto.
L’esplosione
Il boato è stato forte, udito dai palazzi attorno a via Cesare Pavese, dove è presente il parcheggio del tribunale e della procura. Il tutto, alle 21 di martedì. Nel giro di pochi istanti sono arrivati vigili del fuoco e forze dell’ordine. C’erano i pompieri della squadra 81, le Volanti della polizia di Torino e del commissariato di Ivrea, il Nucleo artificieri dei carabinieri, la Digos e la Squadra mobile di Torino. Come detto, il gesto non ha provocato danni né si sono registrati feriti. Anche perché in quel momento nel cortile non c’era gente e la sola auto parcheggiata era una Citroen C3. Che è stata controllata, così come sono stati ispezionati due bidoni alla ricerca di tracce ed è stato anche effettuato un sopralluogo negli uffici, in quell’istante deserti, della procura. Poco dopo l’esplosione, sono arrivati alcuni magistrati e da ieri la zona dove c’è stata la deflagrazione, vicino alla scala d’accesso alla procura, è presidiata da una volante del commissariato locale. Sul posto c’era anche la procuratrice di Ivrea, Gabriella Viglione.
Le indagini
Decisive le telecamere, dove si vede un soggetto piazzare la bomba-carta (con miccia a lenta combustione) e allontanarsi in auto. Filmati e testimonianze di chi avrebbe visto l’auto in fuga sono stati raccolti da Digos e Mobile, che lasciano aperte tutte le piste: dalla bravata al gesto intimidatorio. Il responsabile è un indagato dalla procura? Possibile, visto che Ivrea è sepolta dai fascicoli, con tante inchieste aperte. Di certo, l’autore è stato ripreso dai filmati. Nel frattempo il prefetto Cafagna ha indetto un Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica con la presenza del procuratore generale Lucia Musti, della presidente del tribunale Antonia Mussa, della procuratrice di Ivrea Gabriella Viglione, del questore di Torino e dei comandanti provinciali dell'Arma dei carabinieri e della Finanza, dopo il quale sono stati decisi i primi provvedimenti di carattere di somma urgenza per innalzare il livello di sicurezza degli uffici giudiziari di Ivrea. Le reazioni Mentre le indagini vanno avanti, il commento più duro è di Lucia Musti, procuratore generale del Piemonte. «Il gravissimo atto verificatosi - sottolinea Lucia Musti - costituisce la prova evidente della vulnerabilità del tribunale e della procura di Ivrea che patiscono il vizio originale dell'inadeguatezza totale delle strutture edilizie adibite. Ancora una volta - prosegue il procuratore generale del Piemonte - si ribadisce che l'ufficio giudiziario di Ivrea vede la celebrazione di importanti processi, che vanno dalla criminalità organizzata mafiosa, la ‘ndrangheta, sedente nel suo territorio, processi in tema di pubblica amministrazione e processi riguardanti la sicurezza sul lavoro, come quello prossimo sulla strage di Brandizzo, con un carico pari a circa 2mila fascicoli nei confronti di indagati noti, per ogni singolo sostituto procuratore». «La sicurezza e la protezione degli uffici giudiziari in cui ogni giorno si amministra la giustizia sono una priorità non più differibile», sottolinea invece l’Anm, Associazione nazionale magistrati. Solidarietà e richieste di intervento dalla politica. «Il Ministero intervenga per comprendere le cause dell'inquietante episodio verificatosi ad Ivrea, rafforzando la sicurezza», commenta la deputata FdI Augusta Montaruli. «Chi attenta ai presidi di legalità non sfida un edificio, sfida l'Italia», così il vicecapogruppo FdI in Regione Roberto Ravello. «L'ordigno esploso ad Ivrea rappresenta un atto grave e preoccupante. Esprimo vicinanza e solidarietà a tutti gli operatori e i lavoratori del tribunale e della procura», dichiara la vicepresidente Pd in Senato, Anna Rossomando.
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