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24 Aprile 2026 - 18:40
Ferrari 250 GTO
Ha tentato di mettere in vendita un’auto modificata e presentata come una Ferrari 250 GTO, una delle vetture più iconiche e costose della storia dell’automobilismo. Per questo un uomo di 78 anni, residente a Torino, è stato condannato a 14 mesi di reclusione.
La decisione arriva dalla Corte d’appello del capoluogo piemontese, con sentenza confermata nei giorni scorsi anche dalla Cassazione, che ha ribadito un principio giuridico legato alla tutela dei marchi.
Secondo quanto ricostruito, l’automobile era stata rimaneggiata per assomigliare alla celebre coupé prodotta da Ferrari tra il 1962 e il 1964, di cui esistono pochissimi esemplari. Nel libretto di circolazione risultava la base di una vettura di produzione giapponese, ma negli annunci di vendita il mezzo veniva presentato come una Ferrari “nuova”.
Al centro del procedimento il reato di falsificazione e commercio di beni realizzati usurpando marchi di proprietà industriale. Per i giudici, a determinare la responsabilità non è stato l’acquisto dell’auto, ma la finalità di rivenderla come autentica.
La difesa aveva sostenuto che non vi fosse intenzione di inserirsi nella catena commerciale del marchio e che il modello non fosse più coperto da privativa. Argomentazioni non accolte in sede giudiziaria.
La Ferrari 250 GTO, prodotta in soli 36 esemplari, è considerata uno dei modelli più rari e preziosi al mondo. Le quotazioni sul mercato internazionale raggiungono cifre record, con vendite che negli ultimi anni hanno superato decine di milioni di euro.
Il caso risale al 2017 e ha riguardato un’auto che, secondo gli atti, era stata modificata per richiamare fedelmente le linee del modello originale, fino a essere proposta sul mercato come esemplare autentico.
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