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Il fatto

Emergenza al carcere di Torino: un pomeriggio di tensione tra aggressioni e problemi strutturali

Nel padiglione B della casa circondariale "Lorusso e Cutugno" un agente aggredito, difficoltà nella gestione dei detenuti e nuovi segnali di degrado. L’Osapp chiede interventi immediati per la sicurezza dell’istituto

Emergenza al carcere di Torino: un pomeriggio di tensione tra aggressioni e problemi strutturali

Alla casa circondariale “Lorusso e Cutugno” di Torino torna alta l’attenzione sulle condizioni interne dell’istituto, dopo una serie di episodi che, secondo il sindacato della polizia penitenziaria Osapp, avrebbero reso particolarmente complessa la gestione del terzo piano del padiglione B.

La segnalazione riguarda in particolare il pomeriggio di ieri, venerdì 24 aprile 2026, quando si sarebbero verificati più eventi critici nello stesso reparto, già considerato delicato sotto il profilo operativo.

L'episodio più grave sarebbe avvenuto attorno alle 15.45, quando un detenuto avrebbe colpito un agente attraverso le grate della cella. Il poliziotto è stato successivamente accompagnato all’ospedale Maria Vittoria, dove gli sono state riscontrate lesioni giudicate guaribili in circa tre giorni.

Oltre all’episodio di violenza, il sindacato segnala ulteriori difficoltà legate alla gestione della sezione detentiva. Alcuni detenuti avrebbero contestato le modalità di svolgimento delle attività di socialità, chiedendo l’accesso a spazi “aperti” sulla base di indicazioni non ufficiali. Una situazione che avrebbe generato momenti di attrito e reso più complicata l’attività del personale in servizio.

Nel corso della stessa giornata si sarebbe registrato anche un fatto legato alle condizioni dell’edificio: intorno alle 18.00, dal soffitto del padiglione si sarebbero staccati alcuni frammenti di intonaco, riaccendendo le preoccupazioni sulla tenuta strutturale dell’istituto.

Il sindacato, per voce del segretario generale Leo Beneduci, descrive un contesto in cui il personale sarebbe sottoposto a forte pressione, tra carichi di lavoro elevati e criticità ricorrenti nella gestione quotidiana.

Secondo l’organizzazione, si registrerebbero anche comportamenti problematici da parte di alcuni detenuti, con un conseguente aggravio delle condizioni operative per gli agenti.

Di fronte a questo quadro, l’Osapp chiede misure immediate per rafforzare la sicurezza interna, a partire dal potenziamento degli organici e dall’invio di reparti specializzati come il G.O.M. (Gruppo Operativo Mobile). Tra le richieste anche il supporto di ulteriori unità di controllo e una verifica istituzionale attraverso l’intervento del Ministero della Giustizia e della Prefettura, con l’eventuale invio di ispettori.

Un appello che punta a riportare condizioni di maggiore stabilità in un istituto che, secondo il sindacato, starebbe vivendo una fase particolarmente delicata sul piano gestionale e della sicurezza.

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