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l'intervista
28 Aprile 2026 - 07:45
Sergio Durando, referente Pastorale Migranti
Il bottino, stimato in qualche migliaio di euro, è di computer, cellulari, materiale medico e denaro contante. Un colpo durato una notte intera, l’ennesimo alla Pastorale Migranti del Distretto sociale Barolo di via Cottolengo. Questa volta, però, a farne le spese è stato anche il referente, Sergio Durando, che è finito all’ospedale nel tentativo di fermare il balordo. Ed è stata “visitata” anche l’associazione Camminare Insieme. «Ho cercato di bloccare il ladro, ma non ce l’ho fatta e sono andato a sbattere contro un muro», raccontava ieri Durando, che indossava il collare e aveva ancora il cerotto in testa. Per lui, sette giorni di prognosi al termine della colluttazione.
Il colpo e la fuga
Una telecamera ha ripreso il ladro per la prima volta alle 22.25 di domenica sera, mentre l’ultima volta che il furfante è stato “pizzicato” dalla videosorveglianza è stato alle 9 di ieri mattina. Quindi, nei locali il malvivente c’è stato tutta la notte. Tra Pastorale e Camminare Insieme ha razziato nove computer, due telefoni cellulari, soldi per 400 euro circa e un otoscopio, strumento diagnostico per il controllo dell’orecchio. Era da solo? Forse no, potrebbe essersi servito di un complice visto tutto quel materiale rubato. Un complice che magari ha fatto da palo e a cui veniva consegnato, man mano, il bottino che veniva rubato. Ma oltre alla razzia, l’uomo ha mandato all’ospedale Sergio Durando, che ha tentato coraggiosamente di fermarlo, senza riuscirci. «Ho visto una porta spalancata e sono entrato. Diverse stanze erano sottosopra, in cortile ho intravisto uno sconosciuto con felpa e cappuccio in testa - racconta il referente ferito - e gli ho chiesto dove stesse andando. “Vado in mensa”, ha replicato. Gli ho subito detto che non c’è nessuna mensa e l’ho inseguito, per poi prenderlo per un braccio e spingerlo. Lui è caduto e io, inciampando sul suo corpo, sono finito contro un muro».
Sergio Durando è andato al pronto soccorso del Maria Vittoria: ne avrà per una settimana. Oggi, presenterà denuncia alla polizia. Intanto, fornisce una prima descrizione del ladro: «Era italiano, di corporatura esile, avrà avuto all’incirca una quarantina d’anni, non l’avevo mai visto prima». Oltre a rubare, l’uomo incappucciato ha anche forzato una serratura e vandalizzato la macchinetta del caffè. Nel Distretto è il quarto colpo da inizio anno, il secondo in questo mese dopo quello del 10 aprile e anche in quell’occasione erano stati portati via telefoni, pc e altro materiale. Questa volta, però, vittima del furto è anche l’associazione Camminare Insieme.
Le reazioni
«Quanto nuovamente accaduto alla sede della Pastorale diocesana dei Migranti e a quella dell'associazione Camminare Insieme è gravissimo e ci auguriamo che i responsabili vengano al più presto individuati e perseguiti. A nome della Città di Torino desidero esprimere solidarietà e vicinanza a Sergio Durando, consapevole che questo atto criminale non fermerà l'instancabile attività di solidarietà che il suo distretto porta avanti». Così il sindaco Stefano Lo Russo, commenta l’accaduto. «L'ennesimo atto di vandalismo ai danni della Pastorale Migranti e, questa volta, anche dell'associazione Camminare Insieme, rappresenta un attacco diretto a realtà che sono il cuore dell'accoglienza e del supporto ai più fragili», dichiara Gianna Pentenero, capogruppo Pd in Regione. «Il mondo della solidarietà torinese è forte e non si farà piegare», è invece il commento dell’assessore comunale alle Politiche sociali, Jacopo Rosatelli. «Colpire chi ogni giorno accoglie, assiste e sostiene le persone più fragili - dichiara Federico Bellono, segretario generale della Cgil Torino - significa colpire l'intera comunità torinese e i valori di solidarietà e giustizia sociale di chi, ogni giorno, offre accoglienza, dignità e sostegno ai fragili».
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