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Il 30 aprile torna l'International Jazz Day, la musica come ponte globale di pace e dialogo

Abu Dhabi è la capitale mondiale del 2026, ma il cuore pulsante del festival batte anche in Italia tra Roma e i grandi maestri

Il 30 aprile torna l'International Jazz Day, la musica come ponte globale di pace e dialogo

Domani, giovedì 30 aprile, il mondo intero si sintonizzerà sulle note del jazz per celebrare la Giornata Internazionale del Jazz. Istituita dall’UNESCO nel 2011 e riconosciuta dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, questa ricorrenza non è solo una festa della musica, ma un potente strumento di diplomazia culturale. Il jazz, infatti, viene celebrato per il suo ruolo storico e attuale nella promozione della pace, del dialogo tra i popoli e del rispetto per la dignità umana.

L’evento, organizzato in collaborazione con l’Herbie Hancock Institute of Jazz, è ormai un movimento globale di proporzioni colossali, capace di raggiungere ogni anno oltre 2 miliardi di persone in tutti i continenti. Attraverso una rete che unisce oltre 190 Paesi, la giornata si articola in programmi educativi, trasmissioni in streaming, concerti dal vivo e iniziative di sensibilizzazione che coinvolgono comunità locali e grandi istituzioni.

La capitale mondiale e l'evento in Italia

Per l’edizione 2026, il testimone di "Città Ospitante Globale" passa ad Abu Dhabi. La città degli Emirati Arabi, già riconosciuta come Città Creativa UNESCO per la musica, sarà il fulcro delle celebrazioni mondiali con eventi di gala e workshop internazionali.

L'Italia, da sempre protagonista della scena jazzistica europea, risponde con un calendario fittissimo di appuntamenti. Tra i più rilevanti spicca l'International Jazz Day Roma, una maratona artistica organizzata dall’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone in collaborazione con l’Associazione "Il jazz va a scuola". Mentre a Torino è in corso il Jazz Festival, che si concluderà il 2 maggio.

Sotto la direzione artistica di due giganti del genere, Gegè Telesforo e Paolo Fresu, la capitale ospiterà una conferenza tematica presso la Casa del Jazz, per poi spostarsi nella cornice della Sala Sinopoli per il grande concerto finale. L'iniziativa romana punta molto sul coinvolgimento delle nuove generazioni, sottolineando come questa musica sia un linguaggio vivo e in continua evoluzione, capace di abbattere le barriere culturali.

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