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La svolta dell'ex Fiat
30 Aprile 2026 - 08:25
Doveva essere un segnale (anche per Torino) questa trimestrale di Stellantis, a detta degli analisti, e così pare essere: utili in crescita a 400 milioni a fronte di ricavi per 38,1 miliardi (+6%). "Siamo tornati su un percorso di crescita, sostenibile e profittevole" dice il ceo di Stellantis, Antonio Filosa.
È il mercato americano (USA +4%, Canada +15%) che traina questa ripresa, al momento, ma migliorano anche i conti per l'Europa allargata (+5%). "L’utile operativo rettificato (AOI) - spiega il Gruppo in una nota - è stato di 1 miliardo di euro, che rappresenta un margine AOI del 2,5%, con la maggior parte delle regioni che hanno conseguito risultati positivi".
"Durante il primo trimestre 2026, l’Azienda ha ulteriormente rafforzato la propria situazione patrimoniale attraverso l’emissione di tre tranche di obbligazioni perpetue ibride per un totale di 5 miliardi di euro, incrementando la liquidità e la flessibilità finanziaria" spiega Stellantis, accelerando le "azioni per migliorare l'esecuzione finanziaria" ora attende la risposta del mercato e dei vari stakeholder.
Fondamentali, sottolinea Filosa, "i diversi modelli il cui lancio è pianificato nel 2026, di cui 10 nuovi e 6 versioni aggiornate" che ci si aspetta possano rafforzare ulteriormente questo slancio. Dunque, "sostenuta da una solida situazione patrimoniale e da fondamentali in miglioramento, Stellantis ha avviato il 2026 su basi solide. Coerentemente con questa migliore performance finanziaria, l’Azienda ha confermato la guidance finanziaria per il 2026".
In Europa, la quota di mercato ha raggiunto il 17,5%, con un aumento di 20 punti base su base annua e del 18,1% con un aumento di 70 punti base, includendo Leapmotor. La crescita è stata sostenuta da una gamma diversificata di motorizzazioni BEV, ibride e termiche, tra cui il lancio della Fiat Grande Panda ICE sulla piattaforma Smart Car. La gamma C-SUV continua a rafforzarsi, supportata da Citroen C5 Aircross e Jeep Compass.
I mercati non hanno però reagito bene. A Piazza Affari il titolo ha aperto in perdita il 7%, venendo sospeso dalle contrattazioni. Alla riapertura ha perso il 10%, bruciando tutti i guadagni delle ultime settimane. Alle 10.30 è il titolo è a 6,16 euro, con una perdita secca del 7,18%.
Il motivo? Gli analisti sono critici sul calo della marginalità in Europa ma soprattutto il ritorno all'utile non è abbastanza convincente. In particolare per il mercato USA per un "effetto one-off", nello specifico il rimborso di dazi per 400 milioni di euro. Senza questa voce, l'utile rettificato - spiega Citi - sarebbe negativo.
+++ notizia in aggiornamento +++
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