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03 Aprile 2026 - 10:00
Politecnico
Il patrimonio culturale non è solo qualcosa da conservare, ma può diventare uno strumento concreto per affrontare le emergenze. È da questa idea che parte il nuovo Master lanciato dal Politecnico di Torino, un percorso che guarda al futuro e ai cambiamenti già in corso.
Il corso si chiama “Inclusive Heritage for Disaster Risk Reduction” ed è il primo in Europa a mettere insieme cultura, tecnologia e gestione dei rischi. L’obiettivo è chiaro: formare professionisti in grado di aiutare le comunità a prevenire e affrontare disastri naturali e gli effetti del cambiamento climatico.
Non si parla solo di proteggere monumenti o edifici storici. Il punto di partenza è diverso: il patrimonio viene considerato una risorsa viva, fatta anche di tradizioni, pratiche locali e memoria collettiva. Tutti elementi che, in momenti di crisi, possono fare la differenza.
Il Master punta così a creare una figura nuova, quella dell’Heritage Risk Manager, capace di muoversi tra più ambiti: dall’analisi dei dati alle tecnologie digitali, fino al coinvolgimento diretto delle comunità nei processi decisionali.
“Il cambiamento climatico non è più un evento straordinario, ma una realtà con cui dobbiamo convivere”, spiega la direttrice del corso Rosa Tamborrino. Da qui la necessità di competenze nuove, in grado di trasformare il patrimonio in uno strumento utile per rendere i territori più resilienti.
Il percorso avrà una dimensione internazionale, con il coinvolgimento di realtà come UNESCO, la Protezione Civile e diverse università europee. Gli studenti lavoreranno su casi concreti, tra cui anche Torino, vista come esempio di trasformazione e adattamento nel tempo.
Le attività saranno molto pratiche: si passerà dalla mappatura digitale del patrimonio alle simulazioni di gestione delle emergenze, fino ai progetti costruiti insieme alle comunità locali.
Il Master è rivolto a laureati e professionisti in diversi ambiti, dall’architettura alle scienze sociali, e apre sbocchi in enti pubblici, organizzazioni internazionali e istituzioni culturali.
Le iscrizioni sono aperte fino al 30 aprile. Un percorso che nasce a Torino ma guarda lontano, con un’idea precisa: per affrontare le crisi del futuro serve ripensare anche il valore del nostro patrimonio.
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