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Il progetto
03 Aprile 2026 - 09:29
Per i figli degli anni ‘70 era un punto di ritrovo. «Ci troviamo all’orologio dei fiori», ricorda Paola, che come tanti ragazzi ha vissuto la sua infanzia a giocare ai giardini Sambuy. Un regalo della Città di Ginevra a Torino, inaugurato nel 1963 dai due sindaci. L' Orologio era gemello del loro posto davanti al Lago, tuttora esistente e meta di turisti. Mentre a Torino, con la costruzione degli ingressi della Metro nella piazza, e l’arretramento del giardino, è stato rimosso. Poi nel settembre 2001 era stato riqualificato, durando poco. Ed ora, potrebbe tornare.
E' questa una delle idee più ambiziose avviate nell'ambito di EfficienTo, il piano di efficientamento energetico degli edifici comunali sviluppato dalla Città di Torino e dato in concessione a Iren, e che al suo interno prevede anche il rifacimento dei circa 60 orologi storici pubblici presenti in città, dislocati in diverse vie e piazze sia in centro che in periferia. «Ne abbiamo rimessi a nuovo circa la metà - ha confermato ieri l’assessore al Verde Francesco Tresso - procedendo in base alle disponibilità del suolo pubblico». Tra un po’ saranno le lancette di corso Agnelli angolo corso Tazzoli e corso Sebastopoli angolo via Tripoli coinvolte nelle prossime fasi del progetto.
Ma la sorpresa più bella sarebbe il ritorno dell’orologio fatto di fiori nell’aiuola dei giardini Sambuy, bigliettino da visita della Città, oggi spesso frequentato da cosiddetti “maranza”. «Abbiamo pronto un bando di sponsorizzazione, i costi non dovrebbero essere eccessivi - aggiunge l’assessore -. Insomma, vogliamo tornare ad alimentare il sistema delle lancette e di nuovo, coinvolgendo fiorai e vivaisti», conclude.
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