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Gli ausiliari di...Fido? Sì, ma solo volontari: in città è guerra ai “bisognini”

La proposta è quella di usare le guardie zoofile volontarie

cane eroe

Cane si avventa sui rapinatori e li mette in fuga

E’ la “capitale dei quattrozampe”: circa 85mila, quasi uno per ogni famiglia, i cani sotto la Mole. Ma poche, pochissime, le multe per mancata raccolta di deiezioni canine in strada. Solo 4 in tutto il 2024.

Ma insieme ai benefici sociali e affettivi un problema concreto: quello del decoro urbano. Le deiezioni canine sulle strade continuano a rappresentare una seccatura quotidiana, aggravata dal fatto che pochi proprietari rispettano le regole di base. Ma di avere dei “vigili canini” in città sembra non esserci modo. O meglio, non personale pagato.

Dalla commissione consiliare di ieri pomeriggio, promossa dalle consigliere Lorenza Patriarca e Amalia Santiangeli (entrambe Pd), emerge una possibile soluzione: Guardie Ecologiche Volontarie, già operative in altri ambiti. Persone già formate, già sul territorio, già pronte a controllare e a sanzionare chi non raccoglie, ma soprattutto: senza nessun costo per la Città.

Tra traffico, sicurezza urbana, controlli stradali ed emergenze varie, chiedere ai vigili di occuparsi anche dei bisognini dei cani sarebbe praticamente impossibile. Di qui l’idea di affidare il compito a volontari qualificati, le Gev. Il risultato? Vigili liberi di operare e “multare” altrove. «Chiedere più controlli a tutte le ore del giorno e della notte sarebbe un’utopia - ribadisce l’assessore alla Sicurezza Marco Porcedda - Dobbiamo gestire il personale in modo equilibrato, dando priorità alle emergenze e ai compiti davvero indispensabili. E se riusciamo a farlo con volontari qualificati, tanto meglio”, aggiunge, evidenziando il limite delle risorse.

L’obiettivo parallelo della mozione Pd sostenere educazione civica e sensibilizzazione. «Con progetti nelle scuole, coinvolgimento delle Circoscrizioni e degli studenti più giovani: l’idea è che un ragazzino motivato può far sentire la propria voce e, quasi come per magia, far sentire colpevole anche il padrone più incivile. Se lo dice un bambino, nessun adulto osa rispondere male», sottolinea Patriarca.

Non sono mancate - seppur momentaneamente accantonate - idee più originali, come la mappatura del Dna dei cani proposta dal consigliere Silvio Viale (Radicali, Più Europa), per risalire ai proprietari in caso di mancata raccolta. Ma l’assessore al Verde Francesco Tresso ha smorzato gli entusiasmi: «E’ un qualcosa che necessariamente non può essere coercitivo, ma su base volontaria». L’assessore ha poi ricordato i passi già fatti dalla città: «L’anno scorso abbiamo messo a punto un modulo di responsabilizzazione e formazione per tutti i possessori di animali da compagnia». Ha poi aggiunto un dato curioso: «Abbiamo più cani che bambini sotto i 14 anni. L’età media dei cani è di 14-15 anni, un numero che fa riflettere: la pandemia ha aumentato la presenza di animali in città, ma non possiamo pensare di fare una legge che obblighi tutti a un microchip genetico».

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