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15 Aprile 2026 - 15:30
A partire dal 2027 cambieranno le regole sui pagamenti in contanti in tutta Europa. L’Unione Europea ha, infatti, introdotto un nuovo quadro normativo con l’obiettivo di ridurre l’uso del denaro liquido e rafforzare la tracciabilità delle transazioni.
Il provvedimento, contenuto nel Regolamento Ue 1624/2024, entrerà in vigore il 10 luglio 2027 e fisserà un tetto massimo unico per i pagamenti cash pari a 10.000 euro per tutte le operazioni di tipo commerciale all’interno degli Stati membri.
Le nuove disposizioni riguarderanno esclusivamente i pagamenti tra cliente e venditore, quindi tutte le transazioni legate all’acquisto di beni o servizi: dalla compravendita di auto e immobili fino alle prestazioni professionali o agli acquisti di oggetti di valore.
Non saranno, invece, coinvolti i trasferimenti di denaro tra privati non legati ad attività economiche, per i quali non è stato fissato un limite europeo specifico.
In Italia, il limite attuale è già più basso, pari a 5.000 euro, e potrà rimanere tale anche dopo il 2027. La normativa europea, infatti, consente ai singoli Paesi di mantenere o introdurre soglie inferiori, previa comunicazione alle istituzioni comunitarie.
Oltre al tetto massimo, la riforma introduce anche nuovi obblighi di verifica per le operazioni in contanti. Per importi pari o superiori a 3.000 euro, scatteranno infatti controlli obbligatori.
Gli esercenti dovranno procedere con l’identificazione del cliente e conservare i dati della transazione per almeno cinque anni. Allo stesso tempo, banche e intermediari finanziari saranno chiamati a monitorare movimenti come prelievi e versamenti, segnalando eventuali operazioni sospette.
Non si tratta di un blocco automatico, ma di un sistema di vigilanza rafforzato per individuare attività anomale.
L’intervento dell’Unione Europea punta a contrastare fenomeni come riciclaggio di denaro, evasione fiscale e finanziamento del terrorismo, incentivando al tempo stesso l’uso dei pagamenti digitali, considerati più sicuri e tracciabili.
Un altro obiettivo è quello di uniformare le regole tra i vari Paesi membri, dove oggi esistono limiti molto diversi. In alcuni Stati, come Grecia o Francia, le soglie sono già molto basse, mentre in altri non esistono limiti rigidi ma solo obblighi di registrazione per operazioni elevate.
Con l’introduzione del tetto europeo a 10.000 euro, si punta quindi a creare un quadro più omogeneo, lasciando comunque margine ai singoli Stati per adattare le regole alle proprie esigenze interne.
Nei prossimi anni, fino all’entrata in vigore della normativa, continueranno ad applicarsi le disposizioni nazionali già in vigore. Ma la direzione è ormai chiara: meno contante e più trasparenza nei pagamenti, in linea con le strategie europee di controllo e sicurezza economica.
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