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CULTURA E TERRITORIO

I borghi italiani più belli che cambiano volto in primavera (uno è in Piemonte)

Luoghi che rinascono con la bella stagione, tra tesori dell’UNESCO e antiche tradizioni locali.

I borghi italiani più belli che cambiano volto in primavera (uno è in Piemonte)

Esiste un’Italia che si trasforma in silenzio con l’arrivo della bella stagione. È l’Italia dei borghi, dove la primavera non è solo un dato climatico, ma una metamorfosi che scalda le pietre, illumina i vicoli e ridisegna i paesaggi. Per chi cerca una fuga dallo stress del turismo di massa, questo è il momento ideale per scoprire luoghi dove il tempo sembra rallentare, molti dei quali oggi tutelati dal FAI o inseriti tra i Patrimoni UNESCO.

Ecco una selezione dei borghi più suggestivi da visitare in questo periodo: 

Piemonte: Neive (Cuneo)

A pochi passi da casa, tra le colline delle Langhe, Neive cambia pelle con il risveglio delle vigne. I filari disegnano linee morbide che circondano il centro storico medievale. Noto come "terra dei quattro vini" (Barbaresco, Barbera, Dolcetto e Moscato), il borgo offre scorci unici dalla sua Torre dell'Orologio del XIII secolo.

Lombardia: Varenna (Lecco)

Affacciato sul Lago di Como, questo borgo è celebre per la "Passeggiata degli Innamorati". In primavera, i giardini botanici di Villa Monastero e Villa Cipressi esplodono di fioriture esotiche, offrendo una luce morbida che si riflette sulle celebri case color pastello.

Veneto: Asolo (Treviso)

Definita da Giosuè Carducci la "Città dei Cento Orizzonti", Asolo è un giardino diffuso. Dalla sua rocca medievale si gode di una vista mozzafiato sulle colline. Fu sede del cenacolo umanista della regina Caterina Cornaro e conserva un fascino intimo e raffinato.

Friuli-Venezia Giulia: Cividale del Friuli (Udine)

Patrimonio UNESCO, questa antica capitale longobarda vive una primavera discreta lungo le sponde del Natisone. Da non perdere il Tempietto Longobardo e il suggestivo Ponte del Diavolo, che domina il fiume con panorami spettacolari.

Trentino-Alto Adige: Glorenza (Bolzano)

In Alta Val Venosta troviamo una delle città murate più piccole d'Europa. Glorenza si risveglia tra i meleti in fiore e le vette ancora innevate, protetta dalle sue mura cinquecentesche perfettamente integre.

Abruzzo: Santo Stefano di Sessanio (L’Aquila)

A 1.251 metri d'altitudine, nel Parco del Gran Sasso, questo borgo in pietra bianca è un esempio magistrale di recupero sostenibile. È la porta d'accesso al "Piccolo Tibet" d'Abruzzo, ideale per gli amanti del trekking primaverile.

Campania: Castellabate (Salerno)

Arroccato nel Cilento, il borgo domina il mare regalando viste che spaziano fino a Capri. Celebre per la frase di Murat "Qui non si muore", offre un labirinto di vicoli medievali che rinascono prima dell'arsura estiva.

Puglia: Locorotondo (Bari)

Il "balcone della Valle d'Itria" si distingue per le sue cummerse (tetti aguzzi in pietra) e per il bianco accecante delle pareti, che in primavera si riempiono di fiori colorati in un'armonia perfetta tra architettura e natura.

Sardegna: Bosa (Oristano)

Lungo l'unico fiume navigabile dell'isola, il Temo, le case multicolori di Bosa salgono verso il Castello Malaspina. Un borgo fluviale unico, famoso per le sue antiche concerie e la pregiata Malvasia locale.

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