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Il fatto

Meloni: "L’Italia non entrerà in guerra, massima prudenza sul conflitto in Iran"

La premier spiega il lavoro del governo per la sicurezza dei cittadini, il dialogo con l’Europa e il monitoraggio dei prezzi energetici e alimentari

Ieri sera la premier Giorgia Meloni ha chiarito la posizione dell'Italia rispetto al conflitto in Iran, ribadendo che il Paese non partecipa alla guerra e non ha intenzione di farlo.

In un video diffuso sui social, la presidente del Consiglio ha dichiarato:
"La nostra priorità è ridurre le tensioni e valutare se ci siano margini per riprendere i negoziati. Continuiamo a dialogare con tutti i Paesi della regione e a garantire assistenza ai nostri connazionali ancora presenti nell’area".

Meloni ha sottolineato l'impegno costante del governo:
"Seguo con i ministri competenti gli sviluppi in Medio Oriente. Il governo lavora senza sosta per proteggere la sicurezza dei cittadini e gli interessi dell’Italia, promuovendo iniziative di pace".

Coordinamento con Europa e sicurezza internazionale

Negli ultimi giorni, l’Italia ha avviato un dialogo stretto con Francia, Germania e Regno Unito, per rafforzare l’azione diplomatica e limitare possibili escalation.

"Con il presidente francese Macron, il cancelliere tedesco Merz e il primo ministro britannico Starmer abbiamo concordato l’importanza di collaborare per garantire stabilità internazionale", ha spiegato la premier.

Per la protezione dei confini europei, l’Italia ha inoltre disposto il dispiegamento di una fregata a Cipro, operazione che combina solidarietà europea e prevenzione strategica.

Prezzi e sicurezza economica

Sul fronte economico, il governo è al lavoro per mitigare gli effetti del conflitto sui cittadini, monitorando prezzi di energia, carburanti e generi alimentari.

In particolare, si valuta la riattivazione delle “accise mobili” sui carburanti, strumento introdotto nel 2023 per ridurre le imposte in caso di aumenti stabili dei prezzi, come previsto dal programma di centrodestra.

Difesa e industria militare

Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha convocato una riunione straordinaria con il Capo di Stato Maggiore, dirigenti dell’industria della difesa e circa 130 partecipanti, per analizzare la situazione geopolitica e rafforzare la difesa aerea.

"Ho chiesto all’industria della difesa di segnalare disponibilità operative e programmi in grado di aumentare rapidamente la sicurezza nazionale e dei Paesi alleati", ha spiegato Crosetto.

Ha inoltre aggiunto:
"È essenziale ridurre al minimo burocrazia e procedure lente, per garantire efficienza e sicurezza in un contesto internazionale delicato".

Contatti e rimpatri

Parallelamente, si continua a lavorare sui rimpatri dei cittadini italiani, come confermato anche dal vicepresidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, dopo il rimpatrio di oltre 20.000 italiani dall’area in crisi.

Meloni ha infine dichiarato di essere in contatto con i leader europei e il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan, per sostenere ogni iniziativa volta al dialogo e alla stabilità internazionale.

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