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Lo studio

Dall’atomo al bit: il primo cervello animale "resuscitato" in un computer

Ricostruito l’intero sistema nervoso della mosca Drosophila. 125mila neuroni e 50 milioni di sinapsi che generano vita autonoma in un corpo virtuale, senza alcun bisogno di intelligenza artificiale

Per la prima volta un cervello animale reale è stato ricostruito con tale precisione da poter funzionare anche all’interno di una simulazione. Non si tratta di una classica intelligenza artificiale addestrata, ma della replica digitale di un sistema nervoso biologico che continua a generare comportamenti autonomi.

Il protagonista di questo esperimento è il cervello della Drosophila melanogaster, la comune mosca della frutta utilizzata nella ricerca scientifica. Gli scienziati sono riusciti a ricrearne digitalmente l’intera architettura neurale, ottenendo una simulazione capace di muoversi e reagire all’ambiente senza alcun addestramento.

Il lavoro si basa sulla ricostruzione del connectome, cioè la mappa completa delle connessioni neuronali. Grazie a immagini ottenute con microscopia elettronica ad altissima risoluzione, i ricercatori hanno identificato ogni neurone e ogni collegamento del cervello dell’insetto. Il modello risultante comprende oltre 125.000 neuroni e circa 50 milioni di sinapsi, le connessioni attraverso cui le cellule nervose comunicano tra loro.

Questa enorme rete neurale è stata ricostruita utilizzando i dati del progetto open-source FlyWire, che raccoglie la mappatura dettagliata del cervello della mosca.

Una volta completato, il modello neurale è stato inserito in un corpo virtuale all’interno di un ambiente simulato. Per riprodurre la fisica dei movimenti è stato utilizzato MuJoCo, un simulatore avanzato impiegato anche nella robotica.

Il progetto è stato sviluppato dalla società Eon Systems, che ha integrato il cervello digitale con il corpo simulato dell’insetto.

Il risultato è sorprendente: la mosca virtuale ha iniziato a camminare, esplorare e pulire le zampe. Nessuno le ha insegnato questi comportamenti: emergono direttamente dalla struttura delle connessioni neurali, proprio come accade nel cervello biologico.

I risultati sono stati analizzati in uno studio pubblicato sulla rivista Nature, guidato dal ricercatore Philip Shiu. Secondo l’analisi, il modello digitale riesce a prevedere i comportamenti motori della mosca con una precisione del 95%.

Questo approccio si distingue dalle tecniche di apprendimento automatico utilizzate da realtà come DeepMind o istituti di ricerca come Janelia Research Campus, dove i sistemi vengono addestrati con grandi quantità di dati.

In questo caso, invece, non c’è stato alcun addestramento: il comportamento emerge direttamente dalla replica digitale del cervello reale.

La possibilità di trasferire un sistema nervoso biologico in un ambiente digitale potrebbe aprire nuove prospettive nello studio del cervello. Simulazioni di questo tipo permetterebbero di osservare come nascono i comportamenti e di testare ipotesi neurologiche senza intervenire direttamente su organismi viventi.

Per ora si tratta del cervello di una mosca. Ma l’esperimento dimostra che, almeno in linea di principio, un sistema biologico può essere ricostruito e fatto funzionare anche nel mondo digitale.

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