Per i "ragazzi" della mia generazione
Doom non è un gioco come tutti gli altri. Non solo perché vent'anni fa ha significato notti insonni, sobbalzi sui divani e interminabili serate con gli amici ma anche perché ha letteralmente sdoganato il mondo dei videogames, aprendo alle grandi masse quello che prima sembrava solo un passatempo per nerd. Infatti con
Doom è praticamente nato il genere degli sparatutto, ancora oggi re incontrastato delle vendite con i vari
Call of Duty,
Battlefield & C, tutti in qualche modo "eredi" della creazione di Romero e Carmack. Ok, ok, Doom non è stato il primo (
Wolfenstein l'ha preceduto di qualche mese) ma è stato sicuramente quello che ha sfondato, creando il genere che è ancora il più amato e finendo per contrassegnare coloro che in quegli anni diventavano maggiorenni come la "Doom Generation" e anche per conquistare, molti anni più tardi, gli onori di una trasposizione cinematografica.
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Ma perché tutto questo lungo preambolo? È forse uscito l'attesissimo e pluriannunciato
Doom 4? Purtroppo no, però idSoftware e Bethesda hanno riportato sui nostri schermi
Doom 3 in una versione riadattata ai nostri tempi, con una "operazione nostalgia" che vede anche, tra gli altri bonus, i primi due capitoli in versione originale. E allora imbracciate le armi, spegnete le luci, alzate il volume, fate attenzione alle vostre spalle e preparatevi a una sana dose di paura perché ricordate che in Doom i nemici "escono dalle fottute pareti".
In questa recensione non ci dilungheremo sui primi due capitoli. Due pezzi di storia dei videogiochi che chiunque dovrebbe giocare almeno una volta per capire da dove si è partiti e dove si è arrivati, che saranno un nostalgico salto nel passato per i ragazzi dei '90 e che faranno sorridere i loro figli ma che ovviamente non hanno bisogno di una recensione, visto che sono presentati in versione assolutamente originale: gameplay, grafica, sonoro, tutto è esattamente come era allora.
Diverso è il discorso per
Doom 3, che in questa BFG Edition si presenta invece con alcune gustose novità. Non nella trama, rimasta immutata e semplice come allora: avete giusto il tempo di approdare in una base marziana che subito intorno a voi si scatena l'inferno. E non è un modo di dire, visto che all'improvviso creature demoniache cominceranno a fare letteralmente a pezzi chiunque abbia la sfortuna di trovarsi sulla loro strada. Cosa fare? Semplice, imbracciate le armi e preparatevi a una lunga corsa tra alcuni dei peggiori incubi che abbiate mai affrontato, con una sola regola: sparare senza esitazione.
Il gioco presenta tutti i cardini da cui è nato il genere. Lungo il cammino l'arsenale a vostra disposizione diventerà mano a mano più completo e letale, con armi di vario tipo e munizioni sparse negli scenari da raccogliere solamente passandoci sopra. Allo stesso modo troverete anche dei pad che vi consentiranno sia di accedere ad aree altrimenti chiuse che di ascoltare e leggere le registrazioni dei loro ex possessori (ormai tutti passati a miglior vita) che vi consentiranno di capire un po' meglio cosa succedeva in quella base prima del vostro arrivo. Non solo: in alcuni casi troverete anche le combinazioni che vi consentiranno di aprire armadietti contenenti attrezzature di vario tipo. La salute, al contrario di quanto avviene in buona parte dei giochi odierni, non si rigenera automaticamente ma raccogliendo medikit. Questo significa che quando le cose si metteranno male non vi basterà mettervi al riparo dietro un angolo e aspettare qualche secondo prima di ributtarvi nella mischia ma dovrete invece affrontare i nemici con la giusta consapevolezza di dover prestare attenzione a cosa fate perché ogni colpo subito potrebbe essere quello fatale. Inutile dire che questo significa un po' di frustrazione in più in alcuni passaggi più ostici ma anche e soprattutto avere tra le mani un gioco in cui rimarrete in tensione dal primo all'ultimo minuto e in cui la vostra bravura fa effettivamente la differenza, al contrario di troppi giochi moderni in cui i programmatori in qualche modo vi accompagnano dall'inizio alla fine premurandosi di non farvi trovare troppi ostacoli sul vostro cammino.
E la tensione, oltre che da questo aspetto, è garantita anche dal grande lavoro fatto all'epoca dai programmatori. Come accennato prima, occorre una raccomandazione: prima di giocare a
Doom 3 spegnete le luci, abbassate le tapparelle e alzate il volume al massimo che vi è consentito da mamme, mogli e vicini di casa. Perché in tante occasioni i nemici, prima ancora che vederli, li sentirete arrivare. Saranno ad aspettarvi dietro un muro, nascosti in uno dei tanti angoli bui della base ormai devastata dall'attacco e sbucheranno anche alle vostre spalle, pronti a cogliervi impreparati e a colpirvi prima ancora che abbiate il tempo di capire da dove è saltato fuori chi vi sta attaccando. Per fortuna, la loro aggressività è bilanciata da un'intelligenza non proprio da premio Nobel, visto che in sostanza si limiteranno a caricarvi a testa bassa, cercando di colpirvi a ripetizione con tutte le armi a loro disposizione.
Anche per questo si rivelerà molto utile una delle novità di questa BFG Edition e cioè la possibilità di accendere una torcia da impugnare insieme alla vostra arma. In questo modo potrete illuminare gli angoli più bui e far fuoco non appena scorgerete qualcosa che non vi piace troppo mentre nella versione originale potevate solo o illuminare o sparare: una scelta che diminuisce un po' la difficoltà del gioco per venire incontro agli standard odierni. Per sopravvivere quindi non dovrete mai stare fermi ma neanche andare troppo veloci, trovando il giusto compromesso tra prudenza e coraggio. Ovviamente non si tratta dell'unica novità, a cominciare dal fatto che la grafica è stata "ripulita" per adattarla alle macchine moderne. Sia chiaro: il gioco ha otto anni e li dimostra ma l'aspetto resta ancora piacevole e di ottimo livello, anche se non comparabile con quello dei rivali odierni che magari possono contare su animazioni e texture più raffinate ma che a Doom però invidiano la tensione da survival horror che ancora oggi riesce ad instillare in chi impugna il joypad.
Assolutamente spettacolare, invece, resta il comparto audio. Non tanto per le musiche, quanto per gli effetti. Il solo sentire avvicinarsi un mostro regala un brivido sulla schiena che ben pochi giochi moderni oggi riescono a replicare. Di primissimo livello anche la localizzazione: il gioco è completamente doppiato e tradotto in italiano, anche nei tanti contenuti dei pad.
Doom 3: BFG Edition include, oltre ai primi due capitoli, anche l'espansione
Resurrection of Evil e sette nuove missioni che ne allungano notevolmente la longevità. In più, per chi dispone delle apposite Tv, è supportato anche il 3D.
Alla fine, quindi, ci resta solo una domanda: quando avremo finalmente tra le mani
Doom 4?
Doom 3: BFG Edition è un prodotto Bethesda per Ps3, Xbox 360 e Pc. La versione utilizzata per la recensione e quella per Xbox 360.
I VOTI
Grafica 8
Sonoro 9
Gameplay 9
Longevità 8
Multiplayer 7
Totale 8,5