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La memoria
24 Aprile 2026 - 15:10
TORINO — Nella notte tra il 23 e il 24 aprile, lungo alcune vie della città, sono comparse gigantografie dedicate a partigiane piemontesi. Si tratta di installazioni affisse nello spazio pubblico e riconducibili a un’azione di Extinction Rebellion, realizzata alla vigilia del 25 aprile.
Le immagini, collocate in diversi punti del tessuto urbano, raffigurano donne che hanno preso parte alla Resistenza, trasformando muri e spazi cittadini in superfici di memoria temporanea. Un intervento visivo che si inserisce nel calendario delle iniziative legate alla Festa della Liberazione.
“I valori della Resistenza sono strumenti necessari per il presente e principi da praticare quotidianamente, anche attraverso interventi simbolici nello spazio pubblico”, spiegano gli attivisti.
L’operazione punta a riportare l’attenzione su figure femminili spesso meno presenti nella narrazione pubblica. Tra i nomi richiamati compaiono Vera e Libera Arduino, sorelle fucilate per i loro legami con la Resistenza, Bianca Guidetti Serra, attiva nelle reti di sostegno e organizzazione partigiana a Torino, e Ada Gobetti e Lucia Boetto, protagoniste della lotta antifascista.
“In una città come Torino, dove ancora molte strade sono intitolate a generali dell’epoca fascista coinvolti in campagne coloniali che hanno distrutto ecosistemi e represso popoli, riprenderci gli spazi pubblici affiggendo figure partigiane è un atto di resistenza”. Le installazioni compaiono in una città dove la toponomastica continua a riflettere stratificazioni storiche diverse. In alcune aree, come nel quartiere Crocetta, sono presenti vie intitolate a figure militari legate al periodo coloniale italiano.
“Come cittadine e cittadini torinesi non ci sentiamo rappresentati da questi valori. Crediamo invece che lo spazio pubblico debba raccontare una storia diversa, capace di dare visibilità a chi ha lottato per la libertà, la giustizia e la democrazia”.
Non è la prima azione di questo tipo: nelle scorse settimane, sempre a Torino, alcune attiviste erano state fermate e denunciate mentre affiggevano materiali simili in strada.
L’iniziativa arriva a ridosso del 25 aprile e si inserisce nel dibattito sulla memoria della Resistenza e sul suo spazio nella città contemporanea.
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