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LA DIRETTA del corteo
01 Maggio 2026 - 10:26
A Torino il Primo Maggio vede sfilare circa 15 mila persone in occasione della manifestazione promossa da Cgil e Cisl sotto lo slogan del “lavoro dignitoso”. Una giornata partecipata, ma segnata anche dall’attenzione per la presenza di circa 600 antagonisti, che hanno chiuso il corteo.
LA DIRETTA

13:37
Dopo i momenti di tensione, a Torino la situazione si calma: il corteo si interrompe nel giardino Vittorio Pozzo, vicino al Campus Einaudi lungo la Dora, dove come da tradizione si tiene la grigliata del Primo Maggio.
13:09
Scontri per l’accesso al cortile di Askatasuna: alcuni attivisti riescono a entrare nel giardino, ma vengono poi respinti dalla polizia con una carica. Dopo aver aperto il cancello su corso Regina, trovano l’area già presidiata dagli agenti in assetto antisommossa. Il corteo si sposta quindi verso corso San Maurizio.
12:41
Primo tentativo fallito di entrare nel centro sociale: il corteo, ancora sotto il getto degli idranti, continua a muoversi nel quartiere. Si prova un ingresso dal lato di via Balbo, ma la polizia interviene nuovamente con cariche e lacrimogeni.
12:32
Scoppiano i disordini in corso Regina Margherita, nel quartiere Vanchiglia: le forze dell’ordine avanzano verso il corteo prima che raggiunga Askatasuna. Gli agenti disperdono la testa del corteo con gli idranti. I manifestanti reagiscono colpendo gli scudi con bastoni e spruzzando bombolette; segue una carica della polizia.
12:25
Il corteo attraversa corso Regina accompagnato da cori e slogan, tra cui: «Inizia l’assedio, inizia la guerriglia. Sono ancora in giro i ragazzi di Vanchiglia».
12:14
Lo spezzone sociale, con oltre mille partecipanti, arriva in corso Regina Margherita e punta verso Askatasuna. L’area è già fortemente controllata, con numerosi mezzi delle forze dell’ordine, inclusi idranti. Gli attivisti rivendicano il quartiere e il centro sociale, dichiarando di non voler delegare alle istituzioni le proprie richieste.
12:05
Il gruppo legato ad Askatasuna si separa dal resto del corteo in piazza Castello, entrando con musica e slogan. Annunciano la scelta di dirigersi verso Vanchiglia invece di restare in piazza, rivendicando una giornata di lotta e ricordando lo sgombero del centro sociale. Il corteo passa dai Giardini Reali e si dirige verso la destinazione.
11:58
Dal palco di piazza Castello, i rappresentanti sindacali criticano il governo e la situazione internazionale, parlando di crisi economica e guerre. Viene espressa solidarietà ai movimenti internazionali e al popolo palestinese. Alcuni manifestanti richiamano la necessità di una lotta continua contro il sistema capitalistico.
11:52
Oltre mille persone compongono lo spezzone sociale che percorre via Po. Gli studenti contestano la rettrice, accusandola di aver chiuso le università in occasione di una precedente manifestazione e criticando una gestione considerata troppo orientata alla sicurezza.
11:29
Il corteo si avvia alla conclusione: la testa è già in piazza Castello, mentre la coda procede lentamente lungo via Po. Tra i partecipanti ci sono sindacati, partiti e associazioni, con richieste legate al lavoro sostenibile e alla pace, accompagnate da bandiere arcobaleno e slogan contro la guerra.
Il corteo ha preso il via da corso Cairoli, attraversando il centro città lungo via Po, fino all’arrivo in piazza Castello, dove si sono tenuti gli interventi ufficiali dal palco.
In apertura della sfilata il sindaco di Torino Stefano Lo Russo, insieme ad alcuni rappresentanti della giunta comunale. Dietro, le organizzazioni sindacali e le associazioni. Presente anche l’assessore regionale Maurizio Marrone, tra le poche figure istituzionali della Regione.
Il filo conduttore della giornata è stato il tema del lavoro in trasformazione, dentro un quadro economico che sta cambiando rapidamente tra industria, servizi e pubblica amministrazione.
Particolare attenzione è stata dedicata all’impatto dell’intelligenza artificiale, già entrata nei processi produttivi e organizzativi e destinata a modificare in profondità ruoli professionali, competenze e modalità di lavoro. Una trasformazione che, secondo le organizzazioni sindacali, richiede nuove regole per accompagnare il cambiamento senza aumentare le disuguaglianze.
11:20 - Nicco: “Il lavoro resta il fondamento della dignità sociale”
Il presidente del Consiglio regionale del Piemonte Davide Nicco ha rilanciato una riflessione sul significato profondo del lavoro, definendolo un elemento imprescindibile per la dignità delle persone e per la tenuta sociale delle comunità.
Secondo Nicco, il lavoro rappresenta la base su cui si reggono sia lo sviluppo delle città sia la libertà individuale. Pur riconoscendo alcuni segnali positivi provenienti dal mercato occupazionale, l’esponente istituzionale ha evidenziato come il contesto resti complesso, anche a causa delle tensioni internazionali. In questo quadro, ha richiamato le misure adottate da Governo e Regione Piemonte per sostenere le assunzioni, rafforzare il tessuto produttivo e favorire un maggiore raccordo tra formazione e imprese.
Il presidente ha tuttavia invitato a non fermarsi ai soli indicatori statistici, sottolineando che la vera sfida riguarda la qualità del lavoro, la sua stabilità e le condizioni concrete in cui operano molti lavoratori. Nel suo intervento ha descritto una realtà ancora segnata da precarietà e incertezza, richiamando le testimonianze raccolte in questi mesi durante le audizioni a Palazzo Lascaris.
Tra le criticità evidenziate figurano la paura di perdere il proprio impiego a causa della riduzione delle commesse, situazioni lavorative percepite come insicure e livelli retributivi ritenuti inadeguati. Condizioni che, secondo Nicco, non rappresentano soltanto un problema economico ma incidono direttamente sulla qualità della vita delle persone e sulle loro famiglie.
Richiamando anche le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, Nicco ha ribadito la necessità di mantenere un equilibrio tra crescita economica e tutela dei diritti, sottolineando l’importanza di investire in sicurezza sul lavoro, protezioni adeguate e valorizzazione dell’occupazione.
Il messaggio conclusivo del presidente del Consiglio regionale è stato un appello alla responsabilità condivisa: istituzioni, imprese, organizzazioni sindacali e lavoratori devono collaborare per difendere il valore del lavoro dignitoso, considerato un pilastro fondamentale della società.
11:10 - Marrone al Primo Maggio: “Più tutele sul lavoro e stop ai contratti pirata”
Il vicepresidente della Regione Piemonte e assessore al Lavoro Maurizio Marrone ha rilanciato la linea dell’amministrazione regionale sul tema delle politiche occupazionali e del welfare, richiamando l’impostazione già adottata dal Governo nazionale guidato da Giorgia Meloni.
Intervenendo durante la manifestazione sindacale, Marrone ha sottolineato come le recenti misure varate dall’esecutivo, attraverso due decreti dedicati a lavoro e politiche abitative, rappresentino – a suo giudizio – un segnale di forte investimento sul fronte sociale. Un’impostazione che, secondo l’assessore, pone il tema del sostegno ai lavoratori e alle famiglie “al centro dell’agenda istituzionale”.
Uno dei passaggi chiave del suo intervento riguarda il tema del salario equo. Marrone ha evidenziato come la scelta del governo di non introdurre un salario minimo per legge, ma di rafforzare invece il ruolo della contrattazione collettiva, venga interpretata come una strategia per valorizzare il dialogo tra le parti sociali e contrastare il rischio di standard retributivi troppo bassi.
Sul piano regionale, il vicepresidente ha annunciato l’intenzione di adottare un criterio analogo per l’accesso ai futuri incentivi pubblici e ai contributi destinati alle imprese. L’obiettivo dichiarato è quello di contrastare i cosiddetti contratti pirata, ritenuti una distorsione del mercato del lavoro e una criticità segnalata da diverse organizzazioni sindacali.
“Vogliamo rafforzare un sistema che premi qualità del lavoro e correttezza contrattuale”, ha spiegato Marrone, ribadendo la volontà della Regione Piemonte di allinearsi alle scelte del Governo nazionale anche sul fronte delle politiche occupazionali.
Il messaggio politico che arriva dal Piemonte si inserisce quindi in un quadro più ampio di coordinamento tra livello regionale e nazionale, con particolare attenzione ai temi del welfare, della regolazione del mercato del lavoro e del sostegno alla contrattazione tra le parti sociali.
10:45 - Filippone (Cisl): “Innovazione sì, ma solo con diritti e tutele”
Il segretario generale della Cisl Torino-Canavese, Giuseppe Filippone, ha ribadito la necessità di riportare al centro il tema del lavoro dignitoso, denunciando le condizioni di precarietà che ancora caratterizzano una parte significativa del mercato del lavoro.
Intervenendo durante il corteo, Filippone ha tracciato una definizione netta di lavoro dignitoso: “È quello che rispetta la persona, offre prospettive e non espone al ricatto”, ha dichiarato.
Il sindacalista ha poi evidenziato come molti lavoratori vivano ancora oggi situazioni di forte instabilità: “Troppi, anche nel nostro territorio, sono costretti a fare i conti con contratti brevi, salari bassi e assenza di voce nelle decisioni aziendali. Questo non è più accettabile”.
Ampio spazio anche al tema dell’intelligenza artificiale, sempre più presente nei processi produttivi. Filippone ha chiarito la posizione del sindacato: “Non siamo contro l’innovazione tecnologica, ma contro un’innovazione senza diritti e tutele”.
Secondo il segretario, ogni introduzione di nuove tecnologie nei luoghi di lavoro deve passare attraverso la contrattazione collettiva, garantendo trasparenza e partecipazione: i lavoratori devono sapere “come vengono utilizzati i dati, come cambiano le mansioni e quali effetti occupazionali possono esserci”.
Il messaggio lanciato da Torino punta, quindi, a rafforzare il ruolo delle organizzazioni sindacali nella gestione dei cambiamenti tecnologici e produttivi, con l’obiettivo di evitare che l’innovazione si traduca in un ulteriore fattore di precarizzazione.
Il comizio conclusivo in piazza Castello, previsto a nome di Cgil, Cisl e Uil, chiuderà la giornata di mobilitazione dedicata ai temi del lavoro e dei diritti.
10:30 - Primo Maggio, Cisl Piemonte: “L’IA cambia il lavoro, servono nuove tutele e più diritti”
In occasione del Primo Maggio, la Cisl Piemonte rilancia il tema del lavoro dignitoso e della necessità di nuove tutele per affrontare le trasformazioni in atto nel mondo produttivo, sempre più influenzato dall’innovazione tecnologica e dall’intelligenza artificiale.
A ribadirlo è il segretario generale regionale della Cisl, Luca Caretti, che domani concluderà a Novara, in piazza Gramsci, la manifestazione unitaria di Cgil, Cisl e Uil.
“Come Cgil Cisl Uil faremo sentire la nostra voce dai palchi del Primo Maggio per ribadire che il lavoro dignitoso non è solo uno slogan, ma la misura concreta di una società giusta”, ha dichiarato Caretti.
Il sindacato, secondo il segretario, è chiamato a svolgere un ruolo centrale nella gestione della transizione tecnologica: “L’intelligenza artificiale sta cambiando i processi produttivi a una velocità senza precedenti. Non possiamo subirla, ma governarla attraverso contrattazione, formazione e nuovi diritti”.
Caretti ha sottolineato la necessità di strumenti contrattuali in grado di accompagnare l’innovazione, proteggendo i lavoratori più esposti al rischio di esclusione: “Servono accordi che garantiscano formazione continua e che impediscano che qualcuno resti indietro”.
Il segretario Cisl ha, poi, richiamato le specificità del territorio: “Il Piemonte è una regione a forte vocazione manifatturiera, che da anni affronta processi di riconversione industriale e cambiamenti profondi del mercato del lavoro”.
Per questo, ha aggiunto, l’azione sindacale deve essere sempre più radicata nei territori e vicina alle diverse realtà produttive.
Tra le iniziative citate da Caretti anche la cosiddetta “Staffetta Cisl per lo sviluppo del Piemonte”, un percorso itinerante che sta attraversando la regione per raccogliere istanze e proposte dai lavoratori.
“L’obiettivo è ascoltare, collegare e proporre – ha spiegato – per costruire insieme alla Regione una visione condivisa sul futuro del Piemonte”.
Un Primo Maggio che, ancora una volta, mette al centro il rapporto tra innovazione, diritti e tutela del lavoro in una fase di profonda trasformazione economica e sociale.
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