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29 Marzo 2026 - 12:57
Cani e gatti? Per un torinese su due sono come figli
Pensare ai nostri cani e gatti come "amici a quattro zampe" è riduttivo. Per un torinese su due sono come veri e propri figli.
Lo dice una ricerca di rover.com che ha analizzato il rapporto tra i torinesi e i loro animali domestici, scoprendo che il 98% degli intervistati li considera membri della famiglia a tutti gli effetti instaurando con loro un legame così profondo che per il 46% è paragonabile a quello con un figlio e per l’8% a quello con un fratello.
L’attaccamento verso il proprio cane o gatto è un elemento centrale per la maggior parte dei cittadini, tanto da considerarli essenziali per la propria realizzazione personale. Il 61% degli intervistati, infatti, dichiara di volere sempre un animale nell’arco della sua vita e il 26% ne vorrebbe avere uno per almeno gran parte del tempo. E sono decisivi anche per la scelta del proprio compagno di vita: il 47% dichiara di non essere propenso a iniziare una storia con chi non desidera animali, mentre il 22% esclude a priori un partner che non nutra un sincero amore per cani e gatti.
Secondo i dati di Rover, per il 13% dei torinesi accogliere un cane o un gatto è un vero banco di prova prima della genitorialità, tanto che le scelte di adottare un animale o avere un figlio seguono logiche simili. La stabilità economica è l'elemento chiave: è il primo fattore per chi pianifica una famiglia e il quarto per chi sceglie un compagno a quattro zampe. Se un animale è come un figlio, ovviamente viene trattato al meglio delle possibilità: cibo di livello, giochi, cure veterinarie. Tutto giusto e doveroso ma ovviamente non gratuito. I torinesi arrivano a investire mediamente 142 euro al mese per il benessere dei propri animali. Il cibo rappresenta la voce principale: il 51% spende tra i 20 e i 50 euro mensili, ma ben il 38% arriva a sborsarne 100. Più contenute le spese per accessori e abbigliamento, che rispettivamente per il 53% e il 56% dei torinesi non superano i 20 euro al mese. Una spesa a cui praticamente nessun intervistato rinuncia è quella per il veterinario: per il 34% degli intervistati l’investimento mensile oscilla tra dai 20 ai 50 euro, mentre per il 30% può arrivare a toccare i 100 euro al mese.
«I dati di Torino mostrano un’evoluzione profonda: il pet non è più solo un compagno, ma un pilastro del nucleo familiare. Questa "genitorialità riflessa" spinge i torinesi a investire tempo e risorse per garantire ai propri animali una cura professionale e una vita sociale integrata, confermando un legame che modella ormai l'intera città» ha commentato Elia Borrini, General Manager, International di Rover
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