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Il fatto
28 Febbraio 2026 - 07:42
Un possibile malore del conducente sarebbe all’origine del grave incidente ferroviario urbano avvenuto il 27 febbraio a Milano, costato la vita a due uomini e che ha provocato decine di feriti. “Mi sono sentito male”, avrebbe riferito l’autista agli investigatori.
La Procura di Milano ha aperto un fascicolo per omicidio colposo e lesioni colpose, atto necessario per consentire tutti gli accertamenti tecnici. Le indagini, coordinate dal procuratore Viola e dalla pm Calanducci, si preannunciano lunghe e complesse.
Erano circa le 16:00 quando un tram della linea 9, partito da Stazione Centrale e diretto verso Porta Genova, è uscito dai binari in viale Vittorio Veneto, tra piazza della Repubblica e Porta Venezia.
Secondo le prime ricostruzioni, il mezzo procedeva a velocità sostenuta. Dopo aver affrontato una curva a sinistra, il convoglio avrebbe imboccato uno scambio in modo anomalo, deragliando. Prima dell’impatto finale ha urtato un albero, elemento che potrebbe averne attenuato parzialmente la corsa, per poi finire contro la facciata di un edificio all’angolo con via Lazzaretto, coinvolgendo anche la vetrina di un ristorante giapponese inaugurato di recente.
In un primo momento si era ipotizzato un guasto allo scambio ferroviario, presente in quel tratto particolarmente delicato della rete. Tuttavia, dai rilievi tecnici iniziali non sarebbero emerse anomalie strutturali o malfunzionamenti dell’infrastruttura.
Un dettaglio rilevante riguarda la presenza di un cartello che impone l’andatura “a passo d’uomo” in quel punto. Secondo testimonianze raccolte tra colleghi del conducente, il tram avrebbe affrontato lo scambio a una velocità compresa tra 20 e 40 km/h, circostanza che avrebbe causato l’uscita dai binari.
Già nelle prime ore successive all’incidente si era fatta strada l’ipotesi del malore improvviso. Il sindaco Beppe Sala, intervenuto sul posto, aveva dichiarato che non sembravano emergere problemi tecnici al mezzo, definito nuovo e tecnologicamente avanzato.
L’autista, descritto come molto esperto, era in servizio da circa un’ora, elemento che escluderebbe l’affaticamento da straordinario. A destare sospetti anche il fatto che il tram avrebbe saltato una fermata poco prima del deragliamento.
Il bilancio è drammatico:
Un 60enne italiano, residente ad Abbiategrasso, rimasto incastrato sotto il convoglio.
Un 56enne senegalese senza fissa dimora, passeggero del tram, trasportato in codice rosso all’ospedale Niguarda e deceduto nonostante i tentativi di rianimazione.
Secondo i dati diffusi da Areu (Agenzia Regionale Emergenza Urgenza), sono 49 le persone ospedalizzate:
2 in codice rosso (Policlinico e Niguarda)
20 in codice giallo distribuiti tra Fatebenefratelli, Niguarda, Policlinico, San Carlo e San Raffaele
27 in codice verde ricoverati in diverse strutture cittadine, tra cui Città Studi, Sacco e Multimedica
Molti feriti sono rimasti coinvolti mentre si trovavano a bordo, altri sono stati travolti o colpiti nella zona circostante.
Il convoglio incidentato è un Tramlink bidirezionale, entrato in servizio circa un anno fa. Si tratta di un mezzo lungo 25 metri, composto da tre carrozze comunicanti con 66 posti a sedere.
È dotato di sistemi di videosorveglianza con dieci telecamere interne, collegamento diretto con la centrale Security di Atm, monitor per l’infomobilità in tempo reale e prese USB per i passeggeri. Dopo il debutto sulle linee 7 e 31, era stato impiegato anche sulla linea 9.
Gli investigatori stanno analizzando filmati di sorveglianza, registrazioni di bordo e condizioni dello scambio ferroviario. Solo al termine delle perizie si potrà chiarire con certezza se la causa sia stata esclusivamente un malore del conducente o se abbiano contribuito altri fattori.
L’intera città resta scossa da un evento che riapre il tema della sicurezza del trasporto pubblico urbano e dei controlli preventivi sul personale viaggiante.
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