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03 Marzo 2026 - 08:20
La tensione in Medio Oriente resta altissima, con continui attacchi, dichiarazioni di leader internazionali e sviluppi militari che si susseguono ora per ora.
Droni colpiscono il porto di Duqm in Oman: centrati serbatoi di carburante, danni limitati e nessuna vittima
Ritorsione iraniana: Colpite basi e ambasciate USA nel Golfo.
Emergenza Consumi: Rischio blocco dello Stretto di Hormuz, prezzi carburante fuori controllo.
Diplomazia: Russia e Arabia Saudita chiedono la fine delle ostilità.
Gli Stati Uniti confermano l’evacuazione del personale anche dagli Emirati Arabi Uniti, ribadendo il rischio attentati a infrastrutture civili e aree sensibili, incluse comunità ebraiche e israeliane.
Il gruppo tedesco Tui avvia il rimpatrio dei turisti bloccati in Medio Oriente. I primi voli partono da Dubai verso Francoforte, con Airbus A380 della Emirates (oltre 500 posti). La velocità dei rimpatri dipenderà dalla sicurezza in loco.
Bloomberg riporta che dal 5 marzo le principali compagnie assicurative sospenderanno la copertura contro rischi di guerra per le navi nel Golfo Persico o acque adiacenti all’Iran. I tassi erano già raddoppiati a causa dell’escalation.
Dopo l’attacco all’Iran, il costo giornaliero delle navi cisterna per trasporto GNL supera i 200.000$, circa il doppio rispetto a prima del conflitto, causando un calo drastico delle richieste.
La Marina israeliana elimina Reza Khuzài, comandante della Forza Quds di Hezbollah e capo di stato maggiore del Corpo d’armata libanese, a Beirut. Khuzài coordinava trasferimento armi dall’Iran e produzione sul territorio libanese, rafforzando il potere della milizia.
Attacco aereo contro la base di Kerman (sud-est Iran) provoca la morte di almeno 13 soldati. La base ospita elicotteri militari ed è considerata strategica per le operazioni dell’esercito iraniano.
Il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot annuncia voli charter per cittadini bloccati nel Medio Oriente, con priorità alle persone più vulnerabili. Le sedi diplomatiche stilano l’elenco dei cittadini da rimpatriare. Circa 25.000 francesi nella regione sono temporanei; il ministero invita a registrarsi sulla piattaforma ‘Ariane’.
Il Dipartimento di Stato ordina il rientro del personale non essenziale e delle famiglie anche dagli Emirati Arabi Uniti, oltre a Bahrein, Iraq, Giordania, Kuwait e Qatar. L’ambasciata americana ad Abu Dhabi avverte: “I terroristi possono attaccare senza preavviso e colpire aree turistiche, commerciali, governative, religiose o comunità ebraiche e israeliane”.
08:52 – Droni iraniani colpiscono cisterne in Oman
Droni iraniani hanno preso di mira il porto commerciale di Duqm, colpendo almeno una cisterna di carburante. I danni sono stati contenuti e non si registrano vittime. Si tratta del quarto giorno di attacchi a ritorsione contro l’offensiva Usa-Israele.
08:54 – Francia organizza rimpatri urgenti
Parigi ha predisposto voli charter per cittadini francesi più vulnerabili bloccati in Medio Oriente. Il ministro Jean-Noel Barrot ha invitato i connazionali a registrarsi sulla piattaforma Ariane per facilitare assistenza e rimpatrio. Circa 25.000 persone sono temporaneamente nell’area di crisi.
08:48 – Evacuazione cittadini cinesi dall’Iran quasi completata
La task force temporanea cinese ha concluso la maggior parte delle operazioni di rimpatrio dei propri cittadini in Iran. Le evacuazioni continueranno sotto supervisione dell’ambasciata cinese fino a martedì.
08:46 – Stop voli Air France verso Medio Oriente
Air France sospende fino al 5 marzo i voli da e per Tel Aviv, Beirut, Dubai e Riad a causa della situazione di sicurezza.
08:45 – Esplosioni a Isfahan e Shiraz
Le città iraniane di Isfahan e Shiraz sono state colpite da nuovi raid aerei. Le esplosioni sono state udite in più parti delle città, già prese di mira nei giorni precedenti.
08:44 – Rientro studenti italiani da Dubai
Circa 200 studenti bloccati a Dubai stanno per partire verso Milano con voli charter, assistiti dalla Farnesina. Alcuni cittadini italiani con condizioni particolari di salute viaggiano sullo stesso volo, mentre altri saranno trasferiti tramite bus verso voli Oman Air.
08:41 – Trump: relazioni Usa-Regno Unito in tensione
Il presidente Donald Trump afferma che i rapporti storicamente stretti tra Stati Uniti e Regno Unito “non sono più quelli di una volta”, nel contesto della guerra in Medio Oriente.
08:39 – Israel Katz: truppe Idf in Libano per protezione civili
Il ministro israeliano della Difesa conferma che l’ingresso tattico dei soldati nel sud del Libano serve a prevenire attacchi diretti contro comunità israeliane e a contrastare Hezbollah.
08:36 – Francia invia sistemi antimissile a Cipro
Parigi schiera a Cipro sistemi antimissile e antidrone, insieme a una fregata, per potenziare le capacità difensive europee nella regione.
08:33 – Esercito libanese evacua basi nel sud del Paese
L’esercito libanese si è ritirato da diverse postazioni nel caza di Bint Jbeil, evacuando le località di Aïta el-Chaab, Kouzah, Debl, Ramiyé, Aïn Ebel e Rmeich.
08:30 – Israele: dispiegamento truppe tattico, non operazione su larga scala
L’Idf precisa che l’invio di soldati nel sud del Libano è una misura tattica per garantire la sicurezza della popolazione israeliana, in aggiunta ai raid aerei contro Hezbollah.
08:21 – Evacuazione villaggio cipriota di Akrotiri
Quasi tutti i residenti del villaggio vicino alla base RAF sono stati evacuati per sicurezza, dopo la minaccia di droni da combattimento. Solo una ventina di persone hanno rifiutato di lasciare la zona.
08:19 – Idf: attacchi simultanei a Teheran e Beirut
L’esercito israeliano conduce attacchi mirati contro obiettivi militari sia a Teheran sia a Beirut, senza ulteriori dettagli sui danni.
08:17 – Nuove esplosioni a Teheran
Gli Stati Uniti e Israele hanno lanciato missili sulla capitale iraniana, con esplosioni udite nelle zone settentrionali e orientali di Teheran.
08:13 – Truppe Idf entrano in Libano meridionale
L’Idf si posiziona in diverse aree del Libano meridionale, rafforzando la difesa contro Hezbollah e proteggendo le comunità israeliane al confine.
07:53 – Usa: distrutte strutture di comando pasdaran
Il Centcom annuncia la distruzione di posti di comando, basi missilistiche e difese aeree iraniane in operazioni prolungate, confermando che gli attacchi continueranno contro le minacce imminenti.
07:49 – Petrolio in rialzo
Il prezzo del Wti sale a 72,80 $/barile (+2,2%), il Brent a 79,95 $/barile (+2,87%) a causa delle tensioni in Medio Oriente.
Funzionari militari statunitensi hanno annunciato di aver distrutto i centri di comando delle Guardie Rivoluzionarie iraniane, insieme a basi di difesa aerea, siti di lancio di missili e droni e aeroporti militari, nel contesto del conflitto scoppiato nel fine settimana. Lo ha confermato il Comando Centrale degli Stati Uniti tramite un post su X, parlando di operazioni prolungate e mirate.
Il presidente Donald Trump ha dichiarato su Truth che le scorte di munizioni statunitensi di livello medio e medio-alto sono oggi alle migliori condizioni mai raggiunte. Ha aggiunto che le guerre potrebbero essere combattute “per sempre” con successo utilizzando queste riserve, integrando inoltre armi di alta qualità immagazzinate in paesi alleati.
Il vicepresidente statunitense JD Vance ha respinto le critiche secondo cui l’amministrazione Trump starebbe iniziando guerre “infinite” all’estero. Intervistato da Fox News, ha chiarito che, a differenza di Iraq e Afghanistan, gli obiettivi in Iran sono definiti e l’azione militare sarà mirata a impedire a Teheran di ottenere armi nucleari, evitando conflitti prolungati senza scopo chiaro.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che l’Iran stava costruendo nuovi siti nucleari e bunker sotterranei che sarebbero diventati impossibili da colpire in pochi mesi. Ha sottolineato l’urgenza di intervenire subito per impedire che Teheran possa minacciare Stati Uniti, Israele e altri Paesi. Netanyahu ha assicurato che l’azione sarà “rapida e decisiva”, non una guerra infinita.
Un attacco con due droni ha provocato un incendio nell'ambasciata statunitense a Riad, secondo quanto comunicato dal ministero della Difesa saudita. Testimoni oculari hanno riferito di aver visto fiamme e una colonna di fumo provenire dall’edificio, mentre alcune fonti parlano di danni lievi.
“L'ambasciata statunitense a Riad è stata attaccata da due droni, causando un incendio limitato e lievi danni materiali all'edificio”, ha dichiarato un portavoce del ministero della Difesa saudita.
Le autorità hanno esortato i cittadini statunitensi presenti a Riad, Gedda e Dhahran a mettersi al riparo. In precedenza, era stato segnalato che quattro droni erano stati intercettati prima di raggiungere il quartiere dell’ambasciata.
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