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AGRICOLTURA E INNOVAZIONE

Campi italiani, parte il progetto TEA4IT per piante più forti e sostenibili

Dieci milioni di euro per portare le tecniche di evoluzione assistita per un'agricoltura libera dai parassiti.

Tea4it, dieci milioni per le “piante del futuro”: al via le prove in campo su pomodoro, riso e vite

Aiutare l’agricoltura italiana a resistere al cambiamento climatico e alle malattie senza rinunciare alla qualità. È questa la missione di TEA4IT, il progetto nazionale finanziato dal Masaf (Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste) che ha ufficialmente mosso i primi passi operativi. Con un investimento di 10 milioni di euro, l’iniziativa punta a trasferire dai laboratori ai campi le cosiddette TEA (Tecniche di Evoluzione Assistita), strumenti capaci di replicare la selezione naturale in modo rapido e controllato.

Sotto la regia del Crea (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria), il progetto coinvolge dieci strutture di eccellenza tra università ed enti pubblici. L'obiettivo è ambizioso: creare una "cassetta degli attrezzi" genetica che permetta alle piante di difendersi da sole. Le prime sperimentazioni in campo riguardano colture pilastro del nostro sistema: dal pomodoro resistente ai parassiti alla melanzana che non imbrunisce, fino alla vite capace di respingere peronospora e oidio.

Di particolare rilievo per l’area torinese e piemontese è la sperimentazione sul riso. La ricerca si sta concentrando su varietà resistenti al "brusone", la malattia fungina più temuta dai risicoltori locali. Una pianta più robusta significa meno perdite per le aziende agricole e, soprattutto, una drastica riduzione dei trattamenti chimici, garantendo una sostenibilità non solo ambientale ma anche economica per le filiere del territorio.

Non si tratta solo di biologia, ma anche di sovranità tecnologica. Il Crea ha sottolineato come TEA4IT miri a tutelare l’autonomia della ricerca pubblica italiana. Attraverso una gestione consapevole della proprietà intellettuale e dei brevetti, l’obiettivo è ridurre la dipendenza da soluzioni estere, rendendo l’innovazione accessibile a tutti gli agricoltori e non solo a pochi grandi gruppi. Mentre l’Europa sta ultimando il quadro normativo per queste nuove tecniche, l’Italia si posiziona in prima linea per un’agricoltura che guarda al futuro con radici solide.

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