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24 Maggio 2024 - 21:19
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VIGILESSA UCCISA
Il Gip: «Il collega aveva in mente l’omicidio»
Quando il 16 maggio Sofia Stefani, la ex vigilessa uccisa dal collega, è arrivata al comando della polizia locale di Anzola Emilia, lei e Giampiero Gualandi si sono chiusi in una stanza: secondo il Gip lui aveva «già in mente l’omicidio». È per questo che il magistrato ha disposto il carcere per il 62enne. Tra la ex vigilessa e il suo ex comandante sarebbe iniziata una discussione e lei avrebbe insistito nel voler continuare il rapporto. Allora Gualandi avrebbe impugnato la pistola sparando alla donna. Quindi, secondo il Gip, consapevole di dover dare una versione alternativa, ha telefonato al 118 cercando di «simulare una tragica fatalità».
ROMA
Colpita da un proiettile in auto: la donna è morta
È morta Caterina Ciurleo, l’anziana centrata da un colpo di pistola mentre era in auto con un’amica alla periferia di Roma. La polizia ha trovato cinque bossoli a terra. L’ipotesi è che siano stati esplosi da una stessa pistola. È caccia a chi si trovava a bordo dell’auto rossa da cui sono partiti i colpi. La pista più accreditata è che l’anziana 81enne sia stata colpita per errore dal proiettile. Caterina si trovava a bordo dell’auto di un’amica, rimasta illesa, quando è stata raggiunta da uno dei colpi di pistola esplosi dagli occupanti di un’altra macchina.

CHICO FORTI
Detenuti in rivolta: «Trattato come una star»
È polemica per il trattamento riservato a Chico Forti dopo il suo rientro in Italia. E non si tratta solo di questioni politiche, come l’indignazione della sezione veronese del Pd per una foto in cui il 65enne è abbracciato all’onorevole meloniano Andrea Di Giuseppe. A lamentare una vera e propria disparità di trattamento sono anche i detenuti del carcere di Verona. All’interno del penitenziario, in molti sottolineano come Chico Forti venga «trattato da star», come afferma la moglie di un detenuto.
UNGHERIA
Giudice rivela il domicilio di Ilaria Salis: è polemica
Ilaria Salis, a processo per aver aggredito due militanti di destra, torna in aula senza manette e senza catene. Ma è polemica perché durante la terza udienza, il giudice Josef Szos ha rivelato l’indirizzo dove la Salis sta scontando i domiciliari, scatenando la protesta del padre, Roberto.

RUSSIA
La strage al Crocus City Hall è responsabilità dell’Isis
La Russia ha riconosciuto per la prima volta, chiaramente, la responsabilità dell’organizzazione dello Stato islamico (Isis) nell’attacco al Crocus City Hall di Mosca che ha provocato almeno 144 morti il 22 marzo scorso. Attentato in cui Mosca accusava però il coinvolgimento di Kiev.
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