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07 Gennaio 2026 - 10:00
Prende ufficialmente il via il percorso parlamentare della proposta di legge di iniziativa popolare che mira a garantire il diritto di voto anche a chi vive temporaneamente lontano dal proprio Comune di residenza. Da oggi la Commissione Affari Costituzionali del Senato avvia l’esame del testo, segnando il primo appuntamento legislativo dopo la pausa natalizia.
L’obiettivo è chiaro: contrastare il crescente astensionismo elettorale ampliando l’accesso alle urne per milioni di cittadini che si spostano per studio, lavoro o motivi di salute.
I potenziali beneficiari della riforma sarebbero almeno cinque milioni di elettori. Si tratta di persone che, pur mantenendo la residenza anagrafica, sono domiciliate stabilmente in un altro territorio e che oggi devono affrontare costi, tempi e difficoltà logistiche per votare.
Secondo i promotori, questi ostacoli incidono in modo diretto sulla partecipazione democratica, soprattutto tra i giovani, la fascia più colpita dal calo di affluenza.
Il testo è arrivato a Palazzo Madama dopo la raccolta delle 50mila firme necessarie. A sostenerlo sono Good Lobby, Will Media e la Rete Voto Fuori Sede, organizzazioni impegnate nella tutela dei diritti civili e della democrazia partecipativa.
L’illustrazione del provvedimento è affidata alla senatrice Domenica Spinelli (Fratelli d’Italia), nominata relatrice. Il regolamento del Senato impone una tempistica precisa: le proposte di iniziativa popolare devono essere esaminate entro tre mesi, prima del passaggio in Aula.
Spinelli ha sottolineato come l’astensione rappresenti una sfida trasversale, che coinvolge tutte le forze politiche senza distinzione.
Il tema è stato rilanciato anche dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che nel discorso di fine anno ha invitato soprattutto i giovani a non rinunciare al voto e a sentirsi parte attiva della vita democratica del Paese.
Nel 2025 una prima sperimentazione aveva già consentito ai fuorisede di votare ai referendum, estendendo la possibilità – inizialmente limitata agli studenti – anche a chi si spostava per lavoro o salute. La nuova proposta punta ora a rendere il sistema strutturale e valido per tutte le consultazioni elettorali: politiche, regionali, amministrative e referendum.
Il modello proposto è simile a quello del voto degli italiani all’estero. Gli elettori dovrebbero presentare una domanda telematica almeno 35 giorni prima del voto, utilizzando SPID o Carta d’identità elettronica, allegando la documentazione che certifica il domicilio temporaneo.
Il Comune di domicilio indicherebbe poi la sezione elettorale di riferimento. I seggi verrebbero allestiti negli uffici postali, dotati di cabine elettorali e strumenti digitali per la consultazione delle liste. Il voto avverrebbe in anticipo, nei giorni precedenti alla data ufficiale delle elezioni.
Per sostenere i costi del nuovo sistema è previsto uno stanziamento di un milione di euro, ottenuto eliminando gli attuali sconti sui trasporti destinati ai fuorisede che rientrano nel Comune di residenza per votare.
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