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RIBALTONE GRANATA

Cairo ha deciso: cacciato Baroni, al Toro arriva D'Aversa. Ma c'è un retroscena sull'accordo

Il tecnico toscano paga un rendimento terribile, ora tocca all'ex Empoli cercare di salvare la squadra. Ma nelle ultime avventure...

Il nuovo allenatore del Torino, Roberto D'Aversa (fonte empolifc.it)

Il nuovo allenatore del Torino, Roberto D'Aversa (fonte empolifc.it)

Via Baroni, ecco D’Aversa: avanti il prossimo, verrebbe da dire. Sarà il 18esimo allenatore diverso, il 23esimo ribaltone durante i vent’anni e mezzo di Urbano Cairo presidente del Toro. E, tra tre mesi esatti, si arriverà al 19esimo e al 24esimo, anche se sembra tra un’eternità. L’accordo è fino al termine di questa stagione senza nessun tipo di clausola, D’Aversa avrà inevitabilmente l’etichetta del “traghettatore” appiccicata addosso. La situazione, però, era troppo grave per non provare a metterci una pezza, ora la speranza è quella di non averla messa troppo tardi.

Perché l’era Baroni era cominciata male (il 5 giugno del 2025) ed è finita peggio (il 23 febbraio 2026): in 263 giorni non ha mai legato con la piazza, il rapporto con lo spogliatoio si è deteriorato e alla fine è arrivato l’inevitabile licenziamento. "La Società ringrazia il tecnico e il suo staff per l’attività fin qui svolta con impegno e correttezza e augura loro il meglio nel proseguimento della carriera" il messaggio del presidente Cairo, con Baroni che era virtualmente esonerato già a Marassi. Il 3-0 contro il Genoa è stata l’ultima umiliazione subita dal Toro in questa stagione: in precedenza, il tecnico era riuscito a salvarsi nonostante gli 11 gol subiti contro il Como tra andata e ritorno, oltre a una miriade di passaggi a vuoto. Poi ci sono le 47 reti subite in 26 giornate di campionato, un bilancio di 10 vittorie, 6 pareggi e 14 sconfitte in 30 partite complessive tra campionato e Coppa Italia e un margine sulla zona retrocessione che si è assottigliato sempre di più.

Martedì sarà il D’Aversa-day, verrà presentato alla stampa allo stadio Olimpico Grande Torino e poi si fionderà al Filadelfia per dirigere il primo allenamento. Ripartirà dal 3-5-2 caldeggiato dal dt Gianluca Petrachi, ritroverà i difensori Marianucci e Ismajli già avuti all’Empoli e soprattutto cercherà di lavorare sulla testa dei giocatori, che non si sono ancora resi conto del rischio che stanno correndo. Il messaggio di Vlasic la dice lunga, "Dobbiamo guardarci negli occhi perché siamo in una situazione difficile, dobbiamo accettare la posizione in classifica e si tratta di una situazione che non ho mai vissuto" diceva dopo il tracollo di Marassi. Anche lo stesso D’Aversa, dal canto suo, ha un’enorme voglia di riscatto perché lo score più recente è terribile. Nelle ultime sei avventure non è riuscito a evitare la retrocessione con Parma ed Empoli, in mezzo ci sono gli esoneri da Sampdoria e Lecce, con il brutto episodio della testata all’attaccante del Verona Henry che gli è costata la panchina dei salentini nel marzo del 2024. Domenica si comincia dalla Lazio, il 24 maggio si chiude con la Juve: si salvi chi può.

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