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I dati
23 Febbraio 2026 - 19:30
I t-red che si trovano in corso Vittorio Emanuele II
Nel 2025 il mancato rispetto del rosso ha fruttato alle tasche del Comune oltre 3,7 milioni di euro. E' questo uno dei numeri che emerge dall'interpellanza diretta all'assessore alla Sicurezza Marco Porcedda sulle "vittime" mietute dai 14 T-Red sparsi per la città. Quasi la metà del 2024 (quando l'incasso era stato di oltre 6 milioni), anno in cui i verbali erano stati 117mila, a fronte delle 22mila di quest'anno.
Ma lungi dal cantar vittoria per il drastico crollo delle sanzioni certificato dalla locale, in Consiglio comunale torna il tema degli impianti di rilevazione automatica del passaggio con il rosso, battaglia di lungo corso dell'interpellante, il vicecapogruppo di Torino Bellissima Pierlucio Firrao, che a luglio scorso aveva ottenuto il cambio di segnaletica per il T-Red "re dei salassi" (quello tra corso Vittorio Emanuele, corso Inghilterra e corso Castelfidardo).
Il caso dei 30 centimetri
La discussione nasce da un verbale preciso. Una moto fermata circa 30 centimetri oltre la linea d’arresto, durante la fase rossa. Nel verbale si legge: «proseguiva la marcia nonostante le segnalazioni del semaforo la vietassero, superando la striscia trasversale continua». Applicato l’articolo 146 comma 3 del Codice della strada: sanzione economica e 6 punti patente.
Procedura difesa da Porcedda: non un solo scatto ma una sequenza di fotogrammi analizzati dagli operatori della Polizia Locale. L’indirizzo interpretativo del Comando prevede la contestazione ogni volta che si rileva un proseguimento della marcia con apprezzabile spostamento del veicolo durante il rosso, anche con interferenza sull’attraversamento pedonale.
Dall’opposizione arriva la pronta replica dell'interpellante, il vicecapogruppo di Torino Bellissima Pierlucio Firrao: «Proseguire la marcia significa entrare nell’area di intersezione creando pericolo. Qui si parla di 30 centimetri nella fascia di assestamento». Secondo questa lettura, si tratterebbe al massimo di violazione della segnaletica orizzontale, non di passaggio col rosso. E quindi non sanzionabile con T-Red. «Se ci fosse stato un vigile davanti – è l’obiezione – difficilmente avrebbe tolto 6 punti per una situazione del genere».
Sicurezza o cassa?
Sul fondo resta il tema politico. Il crollo delle sanzioni – da oltre 117 mila a poco più di 21 mila – viene collegato ai chiarimenti normativi che limitano l’uso dell’accertamento automatico per alcune violazioni. E al tempo stesso si sottolinea la diminuzione degli introiti da multe nel bilancio comunale.
L’assessore ribadisce che ogni verbale può essere impugnato davanti a prefetto o giudice di pace, ma non può essere un’interpellanza a modificarne l’esito.
La domanda resta aperta: superare la linea di arresto di pochi centimetri equivale sempre a «proseguire la marcia» con il rosso? La risposta, più che politica, sarà eventualmente giuridica. Nel frattempo, i T-Red continuano a dividere l’aula – e gli automobilisti.
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