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MOBILITÀ E SICUREZZA
21 Febbraio 2026 - 19:05
Se la sicurezza stradale è una bilancia, a Torino Sud qualcuno sta ancora regolando i pesi. Tra autorizzazioni mancanti, apparecchi spenti e impianti contestati, la mappa dei controlli elettronici della velocità sta ridisegnando le abitudini di chi guida, non senza polemiche. Dopo il via libera del prefetto Donato Carfagna, la Città Metropolitana conta oggi 313 strade monitorate. I numeri sono imponenti: nella sola Torino i velox saranno 52, arrivando a quota 121 nell'intera provincia. Eppure, dietro i numeri si nasconde una giungla di incertezze operative.
La bagarre più accesa si concentra su Corso Francia a Rivoli . L’impianto è finito nel mirino della politica: il consigliere regionale Fabrizio Ricca (Lega) ne ha chiesto lo spegnimento immediato per presunte non conformità tecniche. Ma non è l'unico punto critico. Nell'ultimo elenco della Prefettura spiccano assenze eccellenti: non compaiono né la postazione di Beinasco néi cinque dispositivi mobili previsti a Nichelino .
Proprio su quest'ultimo fronte, il sindaco Giampiero Tolardo ha gettato acqua sul fuoco, precisando che i velox mobili non sono mai stati attivati e non lo saranno a breve. Una prudenza dettata, probabilmente, dalla mancanza di una cornice autorizzativa definita.
Anche nel cuore di Torino la situazione è "in attesa": restano per ora inattive le postazioni di Corso Moncalieri e Corso Unità d’Italia. Ogni autovelox dovrebbe rappresentare un patto di sicurezza tra istituzioni e cittadini, ma senza chiarezza su segnaletica e omologazioni, questo patto rischia di incrinarsi, trasformando i dispositivi agli occhi degli automobilisti in semplici "trappole" per fare cassa.
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