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Il caso

Don Alì chiede la perizia psichiatrica: a marzo il processo (in abbreviato)

E’ stato rinviato a giudizio il capo dei maranza: con lui, anche i suoi “complici”

Don Alì chiede la perizia psichiatrica: a marzo il processo (in abbreviato)

Si avvicina la resa dei conti giudiziaria per Don Alì e i suoi compari. Tutti hanno scelto il rito abbreviato: niente dibattimento e in caso di condanna, lo sconto automatico di un terzo della pena. Alì Said - questo il nome all’anagrafe - ha fatto un passo in più: ha chiesto una perizia psichiatrica su se stesso. Una valutazione che, nelle sue intenzioni, dovrebbe stabilire la capacità di intendere e di volere.

La richiesta è arrivata prima della data fissata per l’udienza. Un modo per anticipare i tempi e forse cambiare la musica. Il rinvio a giudizio è già stato disposto: si va verso marzo. Ma con il rito abbreviato il calendario potrebbe accorciarsi sensibilmente. Durante gli interrogatori, i “complici” hanno provato a ridimensionare uno degli aspetti più controversi della vicenda: l’uso del termine “pedofilo” rivolto all’insegnante che avrebbero aggredito. «Alì non conosce bene le parole che usa». Tesi che convince poco. Sui social, la dialettica di Said è sempre apparsa fluida, strutturata. Nel suo interrogatorio, Alì ha spiegato così l’accusa rivolta al maestro: secondo lui, «chi picchia un bambino lo sta testando per capire fino a che punto può spingersi, per vedere se il bambino parla». Said è detenuto da due mesi. Inizialmente nel carcere di Torino, poi il trasferimento ad Aosta. Le accuse sono pesanti: atti persecutori e minacce aggravate. La persona offesa è Gianni, un maestro elementare. Don Alì, insieme ad alcuni amici, avrebbe raggiunto il docente, lo avrebbe minacciato e avrebbe ripreso la scena con un telefono cellulare. Con il maestro c’era anche la figlia, una bambina di tre anni e mezzo. Nonostante la presenza della minore, il video sarebbe stato pubblicato sui social senza alcuna precauzione per oscurarne il volto. Il maestro è difeso dagli avvocati Davide Salvo e Davide Noviello.

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