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Il fatto

Strage di Brandizzo, slitta il processo: «Troppo materiale da scaricare»

La Regione ha stanziato 500mila euro per realizzare un’aula idonea: 24 indagati, una trentina di persone tra le parti offese

Strage di Brandizzo, slitta il processo: «Troppo materiale da scaricare»

Ottanta terabyte di materiale. Un numero che, da solo, spiega perché il processo sulla strage di Brandizzo non partirà subito. Foto, intercettazioni, video, documenti: un archivio mastodontico, impossibile da scaricare e analizzare nei tempi ordinari. Così le parti hanno chiesto altro tempo. E il tribunale, questo tempo extra, lo ha concesso.

Il procedimento, legato alla morte di cinque operai nella notte tra il 30 e il 31 agosto 2023, doveva iniziare a brevissimo. Ma l’avvio slitta. La proroga è stata accordata perché, a due mesi dalla chiusura delle indagini, i legali non sono ancora riusciti ad avere piena disponibilità di tutto il materiale investigativo. La mole è tale che la Procura di Ivrea ha dovuto creare un cloud dedicato, uno spazio di archiviazione virtuale costruito ad hoc per contenere l’intera documentazione. Un dato tecnico che dice molto del peso dell’inchiesta e della complessità del lavoro che attende difese e accusa.
Quella notte, lungo i binari, persero la vita Kevin Laganá, Giuseppe Aversa, Saverio Giuseppe Lombardo, Giuseppe Servillo e Michael Zanera. Il processo avrà luogo a Ivrea. La Regione ha stanziato 500mila euro per realizzare un’aula idonea: 24 indagati, una trentina di persone tra le parti offese. E la struttura sarà realizzata nel Meeting Point di piazza Mascagni, già sede degli archivi del tribunale e della procura.

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