l'editoriale
Cerca
Info utili
11 Gennaio 2026 - 12:00
Nel 2026 restano in vigore le agevolazioni fiscali sui fringe benefit, con la conferma delle soglie di esenzione già note: fino a 1.000 euro all’anno per la generalità dei dipendenti e fino a 2.000 euro per chi ha figli fiscalmente a carico. Viene, invece, cancellata la misura speciale che nel 2025 aveva innalzato il tetto a 5.000 euro per i neoassunti che avevano trasferito la residenza per lavoro.
Ecco cosa cambia e cosa, invece, no con le regole valide nel 2026.
I fringe benefit non sono bonus automatici né somme a cui si può accedere presentando domanda. La decisione di erogarli spetta esclusivamente all’azienda che stabilisce se concederli e a quali dipendenti, sulla base del contratto, delle policy interne e delle valutazioni del datore di lavoro.
Possono assumere forme diverse: denaro, ma anche beni e servizi. Rientrano tra i fringe benefit, ad esempio, l’uso dell’auto aziendale anche per fini personali, il cellulare aziendale, i buoni acquisto, i contributi per le bollette o per il carburante. Quando il valore non è immediatamente quantificabile, come nel caso dell’auto, viene determinato secondo criteri fissati dalla legge.
Da non confondere con altre misure più generalizzate, come i buoni pastoche spettano a tutti i dipendenti di un’azienda che li adotta. I fringe benefit, invece, sono strumenti più mirati e non riguardano necessariamente tutti i lavoratori. La loro diffusione varia molto da azienda ad azienda.
Per chi riceve fringe benefit, il vantaggio resta rilevante: entro i limiti previsti non si pagano Irpef né contributi.
Fino a 1.000 euro all’anno: esenzione totale per tutti i dipendenti
fino a 2.000 euro: esenzione totale per chi ha uno o più figli a carico
Attenzione però a un aspetto cruciale: il superamento anche minimo della soglia fa scattare la tassazione sull’intero importo. Se, ad esempio, il limite è 1.000 euro e il valore dei benefit arriva a 1.010 euro, le imposte non si applicano solo ai 10 euro eccedenti, ma a tutta la somma. Per questo motivo è fondamentale che le aziende monitorino con precisione i valori erogati.
La vera novità del 2026 è ciò che non ci sarà più. Viene, infatti, cancellata la misura straordinaria introdotta nel 2025 per i neoassunti con redditi fino a 35.000 euro che avevano trasferito la residenza di almeno 100 chilometri per raggiungere il nuovo posto di lavoro. In quei casi, il tetto dei fringe benefit esentasse era stato innalzato a 5.000 euro, con l’obiettivo di aiutare a coprire spese come affitto e manutenzione dell’abitazione.
La misura resta valida solo per chi è stato assunto nel 2025, poiché ha una durata biennale. Chi verrà assunto nel 2026 non potrà più beneficiarne.
Il quadro dei fringe benefit per il 2026 punta sulla continuità: soglie confermate e vantaggi fiscali rilevanti per chi li riceve. Ma con una differenza importante rispetto al passato recente: finisce l’incentivo rafforzato per favorire la mobilità dei nuovi lavoratori.
I più letti
L'associazione aderisce all'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria - IAP vincolando tutti i suoi Associati al rispetto del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale e delle decisioni del Giurì e de Comitato di Controllo.
CronacaQui.it | Direttore responsabile: Andrea Monticone
Vicedirettore: Marco Bardesono Capo servizio cronaca: Claudio Neve
Editore: Editoriale Argo s.r.l. Via Principe Tommaso 30 – 10125 Torino | C.F.08313560016 | P.IVA.08313560016. Redazione Torino: via Principe Tommaso, 30 – 10125 Torino |Tel. 011.6669, Email redazione@torinocronaca.it. Fax. 0116669232 ISSN 2611-2272 Amministratore unico e responsabile trattamento dati e sicurezza: Massimo Massano
Registrazione tribunale n° 1877 del 14.03.1950 Tribunale di Milano
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo..