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CRONACA GIUDIZIARIA

Mara Favro, Milione chiede l’oblio «Io non sono l’orco»

Dentro l’aula c’è anche Fabrizio Favro, il fratello di Mara. E’ la prima volta in cui i due si incontrano dopo i fatti legati alla morte della donna

Mara Favro, Milione chiede l’oblio «Io non sono l’orco»

Chiede di non essere più additato come colpevole prima ancora di una decisione giudiziaria. «La gente pensa che io sia colpevole perché sono pregiudicato e ho già avuto guai con la giustizia, ma non è così. Chiedo solo il diritto all’oblio». Vincenzo (Luca) Milione parla così, a margine dell’udienza sull’opposizione alla richiesta di archiviazione dell’inchiesta sulla morte di Mara Favro, la cameriera di Susa scomparsa nel 2024 dopo aver lavorato nella pizzeria di Chiomonte da lui gestita e trovata senza vita nei boschi vicino al locale. Milione si presenta in tribunale a Torino di persona, affiancato dal suo legale Luca Calabrò. Dentro l’aula c’è anche Fabrizio Favro, il fratello di Mara. E’ la prima volta in cui i due si incontrano dopo i fatti legati alla morte della donna.

Milione è indagato per omicidio e occultamento di cadavere insieme al pizzaiolo Cosimo Esposto, assistito dall’avvocata Emma Piccatti, che non era presente in aula perché si è trasferito fuori dal Piemonte. Nei mesi scorsi la procura di Torino aveva chiesto l’archiviazione del procedimento, ritenendo insufficienti gli elementi per sostenere un’accusa in giudizio. L’autopsia ha evidenziato diverse fratture compatibili con un «traumatismo da precipitazione». Restano dunque aperte tre ipotesi sulle cause della morte: un incidente, una spinta o un gesto volontario. Alla richiesta di archiviazione si è opposta la famiglia Favro, rappresentata dall’avvocato Roberto Saraniti, che ha illustrato le proprie ragioni alla giudice Alessandra Salvadori. La giudice si è riservata la decisione, senza indicare una tempistica. «I dati delle celle telefoniche non sono coerenti con la ricostruzione della procura - ha sostenuto Saraniti - Favro soffriva di bipolarismo, ma questo non basta a ritenere che si sia tolta la vita». Le difese chiedono che il procedimento venga archiviato definitivamente. Per l’avvocata Piccatti, «Esposto è sereno e vuole lasciarsi questa vicenda alle spalle». Calabrò ribadisce che «Milione è totalmente estraneo alla vicenda. La sua vita è stata scandagliata minuto per minuto e non è emerso un solo elemento che possa portare a ritenerlo coinvolto». Milione annuncia che il 26 gennaio affiderà la pizzeria in gestione a un’altra persona. Vorrebbe aprirne una nuova con l’obiettivo di dare lavoro anche a persone in semilibertà ed ex detenuti. Torna infine sulla frase pronunciata in un video pubblicato su TikTok nei giorni scorsi - «Mara Favro fa danni anche da morta» - chiarendo: «Mi riferivo al caso Favro, non a Mara in persona. Continuo a subire pregiudizi e umiliazioni. Adesso basta: voglio sviluppare il mio nuovo progetto».

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