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Il caso
07 Marzo 2026 - 09:52
Foto di repertorio
Sempre più screening e visite per riuscire a prevenire patologie, come il tumore, che possono non lasciare scampo. Lo sforzo della Regione Piemonte si intensifica, con una crescita dei controlli quasi del 30% rispetto al 2024 (250mila nel 2025, a fronte delle 180mila l’anno prima). È quanto emerge dai dati forniti dal Servizio di Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro della Regione Piemonte (SpreSal) a cui lavorano poco più di 2.200 dipendenti che ogni giorno conducono campagne di screening oncologici e vaccinali, si assicurano che i cantieri, le aziende agricole e imprese commerciali legate al settore alimentare siano sicuri. Anche perché, sarà pure una frase fatta, ma è innegabile che prevenire sia meglio che curare. E per la sanità piemontese, che fatica a non far allungare ulteriormente le proprie liste d’attesa (nonostante le quasi 300mila prestazioni aggiuntive in orari serali e nel week-end) e che ha un’età media che sfiora sempre più i 50 anni, è probabilmente fondamentale.
«Il mondo della prevenzione è molto ampio e siamo l'unica regione italiana che fa un punto con tutti i nostri tecnici della prevenzione, con il nostro dipartimento e con i nostri settori, per vedere a che punto siamo», ha spiegato l’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi alla presentazione dei dati al Grattacielo della Regione Piemonte ieri pomeriggio.
Nel 2025, le donne che si sono sottoposte a mammografia sono state 255.269, mentre 118.731 hanno effettuato Pap-test o test Hpv. Sono 219.526, invece, i cittadini che hanno aderito allo screening per il tumore del colon-retto. Su questo fronte, un’importante novità introdotta dal 2024, che ha inciso positivamente sul numero dei test, è il passaggio dalla rettosigmoidoscopia al sistema FIT: la ricerca di sangue occulto nelle feci, che consente un minor impatto sui cittadini», spiega il responsabile del settore prevenzione, sanità pubblica, veterinaria e sicurezza alimentare della Regione Piemonte Bartolomeo Griglio. Inoltre, allo screening vede oggi una platea più estesa. «Se prima si accedeva dai 60 anni, oggi si parte dai 50 anni e questo spiega anche una parte dell’aumento dei numeri», aggiunge.
In totale, sono stati effettuati oltre 590mila controlli per tumori alla mammella, al collo dell’utero e al colon-retto. Parallelamente sono state somministrate quasi 3 milioni di dosi di vaccino, mentre 16.964 persone sono state sottoposte al test per l’epatite C.
Mentre sul fronte del controllo delle imprese sono state 8.848 le aziende ispezionate (circa 8.500 nel 2024), tra cui 1.650 cantieri edili e 672 aziende agricole. A seguito delle verifiche sono state sanzionate 1.906 imprese e sospese 43 attività (a fronte delle 58 dell’anno prima) per gravi violazioni delle norme sulla sicurezza.
Sulla filiera alimentare oltre 10mila controlli, che hanno portato alla rilevazione di circa 7.700 non conformità. Visitati più di 40 milioni di animali nei macelli, per garantire la sicurezza delle carni destinate al consumo.
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