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la sentenza

Pasquaretta, non fu peculato: la Cassazione annulla la condanna

L’ex portavoce di Appendino era finito sotto processo per una consulenza al Salone del Libro da 5mila euro, poi restituiti

Luca Pasquaretta è stato assolto in Cassazione

Luca Pasquaretta è stato assolto in Cassazione

La Suprema Corte di Cassazione ha annullato, senza rinvio, la condanna a un anno e otto mesi per peculato che era stata inflitta a Luca Pasquaretta, l'ex portavoce dell'allora sindaca di Torino, Chiara Appendino. Il processo che vedeva imputato Pasquaretta ruotava attorno alla consulenza da 5mila euro da lui prestata all’edizione del 2017 del Salone del Libro. I giudici hanno stabilito che «il fatto non sussiste»L’annullamento senza rinvio da parte della Cassazione estende i suoi effetti anche alle posizioni di Giuseppe Ferrari, ex vicedirettore generale del Comune, e di Mario Montalcini, all’epoca vicepresidente della Fondazione per il Salone del Libro. Entrambi erano stati condannati in concorso con Pasquaretta, ma la Cassazione ha ribaltato il giudizio. Claudio Strata, legale di Pasquaretta, ha sostenuto l’impossibilità di configurare il reato di peculato, evidenziando la mancanza di prove circa la provenienza pubblica dei fondi utilizzati per la consulenza. 

L'iter giudiziario di Pasquaretta è stato segnato da accuse più gravi, poi cadute nel corso degli anni. La procura aveva infatti ipotizzato reati di corruzione impropria e di estorsione, per pressioni su Appendino e sull’ex viceministra Castelli. Per la corruzione l’assoluzione è arrivata già in primo grado e confermata in appello, l’ipotesi di estorsione è stata invece abbandonata dalla procura generale in secondo grado.

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