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NICHELINO

Coltellate ai semafori e incendi: le scorribande in tutta la città

Il legame tra i nuclei familiari dell’hinterland con il campo in corso Unione

Coltellate ai semafori e incendi: le scorribande in tutta la città

È il 2 ottobre del 2025. Una lite tra automobilisti al semaforo: uno dei due scende e sferra una coltellata all’altro. Il ferito è un ragazzo di 17 anni. Figlio di Adamo Massa, il sinto morto all’ospedale di Magenta due giorni fa. Massa e la sua famiglia infatti vivono a Nichelino. Nonostante il defunto fosse residente a Torino, in corso Unione Sovietica. I nomadi a Nichelino sono, diciamo, particolari. Perché se è vero che sinti e rom vanno d’accordo come due tifosi di squadre rivali a un derby, nella cittadina dell’hinterland Torinese invece i nuclei non solo si sopportano. Vivono a pochi metri gli uni dagli altri. I sinti in case - molte abusive - costruite come vere e proprie residenze “alla Casamonica”, i rom nel degrado di lavatrici e materassi rotti, tra galli e cani abbandonati a loro stessi. I bidoni dell’immondizia sono distrutti.

Pieno di bambini e ragazzini sia nell’area dei rom che in quella dove vivono i sinti.


A pochi metri, con un separè che consiste in un semplice muro bianco, il boschetto di Nichelino. Un parco naturale dove tra le bellezze della fauna e della flora c’è un vecchio edificio. È un deposito giudiziario. Lì ci sono mezzi e ciò che ne rimane delle carcasse dei veicoli - auto e moto principalmente - sequestrati a malviventi e criminali: e tanti, tanti documenti che portano loghi di questure e procure. Ecco. Quel deposito, nella parte legata ai documenti, è andato a fuoco lo scorso sabato.

Un incendio doloso. Sono stati loro? A chiedere ai loro “compari” si ottengono sghignazzi. Lì, nella “casetta” che un tempo era destinata al custode del deposito, vivono due persone. Uno di loro è un sinto. La casa l’ha ottenuta nel 2014: gli venne concessa da quello che all’epoca era vice sindaco di Nichelino, Franco Fattori. Da cosa abbiamo ricostruito, sta ancora lì. Ma i rom e i nomadi sono un punto fisso negli ultimi 30 anni di Nichelino. L’ultima amministrazione - l’attuale al lavoro - dalle nostre ricostruzioni, ha cercato di proporre progetti e soluzioni alternative. Niente da fare. Ma nei dintorni raccontano che «le case nuove, quelle che i sinti cercano di tirare su, quelle gliele bloccano». Cercano di non aumentare il degrado.
E l’abusivismo edilizio. Con quelli del campo di corso Unione Sovietica sono una vera e propria “officina” di reati.
Adamo Massa aveva 37 anni e a Nichelino lo conoscevano in tanti. Ma non era un personaggio particolarmente amato. Al mattino girava per bar cercando «rogne e problemi».

Beveva. Si comportava «come se fosse il padrone» ignorando le regole di buona convivenza e soprattutto le leggi. Le stesse che ha infranto cercando di intrufolarsi in casa di Jonathan Rivolta, a Lonate Pozzolo. Dove ha trovato la morte per mano di quella che doveva essere la sua stessa vittima.

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