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Il reportage

Tra i campi nomadi dove viveva il ladro morto in villa

Torino e Nichelino: i legami tra sinti e rom della cintura sud

Tra i campi nomadi dove viveva il ladro morto in villa

 

L’uomo che è stato ucciso mentre rapinava una villa a Linate Pozzolo si chiamava Adamo Massa, apparteneva alla cultura sinti ed era residente nel campo rom di corso Unione Sovietica a Torino. Nella realtà lui viveva praticamente in un altro campo, quello di Nichelino.

I nomadi a Nichelino sono, diciamo, particolari. Perché se è vero che sinti e rom vanno d’accordo come due tifosi di squadre rivali a un derby, nella cittadina dell’hinterland Torinese invece i nuclei non solo si sopportano. Vivono a pochi metri gli uni dagli altri. I sinti in case - molte abusive - costruite come vere e proprie residenze “alla Casamonica”, i rom nel degrado di lavatrici e materassi rotti, tra galli e cani abbandonati a loro stessi.

I bidoni dell’immondizia sono distrutti. Ma torniamo al campo di corso Unione. Un luogo attrezzato dove gli ospiti vivono in roulotte e camper e pagano utenze e consumi.

Scavando sotto la superficie, emerge un quadro differente: secondo le ricostruzioni, nel campo di corso Unione Sovietica famiglie nomadi trasmetterebbero ai figli modalità di sostentamento che spesso consistono in furti, rapine e truffe.

Stendini per i vestiti posizionati tra la terra e la polvere, bambini che con le ciabatte camminano in strada, attraversando il corso, senza far troppo caso alle macchine che passano. Valigie buttate sul marciapiede. Gente che urina in strada, in pieno giorno. Camper che arrivano, con tanti minori a bordo.

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