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20 Gennaio 2026 - 10:30
Dal 1° gennaio è entrata in vigore una nuova imposta che riguarda milioni di spedizioni provenienti da Paesi extra-Ue. La misura, introdotta con la legge di bilancio 2026 approvata dal governo Meloni, prevede il pagamento di due euro per ogni pacco di valore non superiore a 150 euro in arrivo da Stati non appartenenti all’Unione europea.
A chiarire modalità di applicazione e soggetti coinvolti sono state due circolari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (la n. 37 del 2025 e la n. 1 del 2026) che definiscono nel dettaglio come avviene la riscossione della nuova tassa e chi è tenuto a versarla.
La tassa si applica a tutte le spedizioni di basso valore provenienti da Paesi terzi, indipendentemente dalla natura del destinatario. Nel perimetro rientrano:
gli acquisti online effettuati da consumatori finali (le classiche operazioni di e-commerce)
le spedizioni destinate ad operatori commerciali, sia tramite piattaforme digitali sia attraverso fornitori esteri
i pacchi inviati da un privato a un altro privato, anche quando non hanno finalità commerciali
Il requisito fondamentale resta il valore dichiarato della merce che non deve superare la soglia dei 150 euro.
Il contributo di due euro viene incassato dagli uffici doganali al momento dell’importazione definitiva delle merci. Secondo quanto previsto dal Codice Doganale dell’Unione, il soggetto obbligato al pagamento è il cosiddetto dichiarante, ossia chi presenta la dichiarazione doganale.
In pratica, può trattarsi del proprietario della merce oppure di un intermediario, così come uno spedizioniere o un rappresentante doganale incaricato di curare le formalità di importazione.
Per consentire l’adeguamento dei sistemi informatici e delle procedure operative, l’Agenzia delle Dogane ha previsto un periodo transitorio che resterà in vigore fino al 28 febbraio 2026. Dal 1° marzo, invece, entrerà a regime il sistema ordinario, con l’obbligo di seguire integralmente le istruzioni tecniche pubblicate dall’Adm.
Per i consumatori, la novità si traduce in un costo aggiuntivo sugli acquisti effettuati su piattaforme extra Ue. Ordini provenienti da marketplace come AliExpress, Temu o Shein, con sede al di fuori dell’Unione europea saranno, quindi, soggetti alla tassa.
Il contributo di due euro si aggiunge all’Iva e alle eventuali spese di spedizione, aumentando il costo finale degli acquisti di piccolo importo.
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