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Economia

I prezzi di Amazon sono in rialzo: siamo alla fine delle scorte “salva-carovita”

L’impatto dei dazi Trump colpisce venditori e clienti, con possibili rincari nel 2026

I prezzi di Amazon sono in rialzo: siamo alla fine delle scorte “salva-carovita”

I dazi doganali introdotti dall’amministrazione Trump iniziano a farsi sentire sul colosso dell’e-commerce Amazon. Per mesi, la piattaforma e i suoi venditori terzi erano riusciti a limitare l’impatto sui prezzi, ma ora la situazione cambia.

Secondo Andy Jassy, CEO di Amazon, intervistato da CNBC al World Economic Forum di Davos, “si cominciano a vedere gli effetti dei dazi sul costo di alcuni prodotti”. Le strategie dei venditori variano: alcuni trasferiscono l’aumento ai consumatori, altri lo assorbono nei margini per mantenere la domanda, mentre altri ancora adottano soluzioni intermedie per bilanciare vendite e profitti.

Fine delle scorte preventive

Nel 2025, Jassy spiegava che le scorte accumulate prima dell’entrata in vigore dei dazi avevano permesso di mantenere stabili i prezzi, riducendo l’effetto dell’inflazione. Ora, con l’esaurimento di queste scorte, venditori e Amazon affrontano costi più alti. Il CEO sottolinea che nel settore retail, i margini di profitto sono estremamente ridotti, spesso solo pochi punti percentuali. Con un aumento dei costi di importazione del 10% o più, diventa difficile evitare di trasferire l’incremento sui prezzi al pubblico.

Consumatori più attenti

Nel 2025, la strategia di Amazon di accumulare merce importata aveva funzionato per ritardare l’aumento dei prezzi. Ma ora, senza scorte di riserva, i venditori si trovano a fronteggiare l’incremento dei costi di approvvigionamento.

Gli utenti statunitensi continuano a comprare, ma con una maggiore prudenza: alcuni cercano alternative più economiche o rinviano spese non essenziali. Questo comportamento riflette una crescente sensibilità al carovita, e potrebbe influenzare il mercato nel 2026.

Il quadro politico ed economico

L’abolizione della regola “de minimis”, che permetteva di importare pacchi con valore inferiore a 800 dollari senza dazi, ha reso più costose le spedizioni internazionali. Ora ogni articolo importato è soggetto a tasse e oneri doganali, colpendo soprattutto i piccoli venditori. L’incremento dei dazi su acciaio e alluminio ha ulteriormente aumentato i costi di logistica e approvvigionamento.

Finora, Amazon è riuscita a contenere in parte gli aumenti grazie agli acquisti anticipati, ma con margini sempre più ridotti, i prezzi al consumatore tenderanno a salire nel corso del 2026, modificando le dinamiche competitive dell’e-commerce globale.

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