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L’imam espulso riappare in pubblico: «Finalmente nella mia San Salvario»

Mohamed Shahin ai giardini Ginzburg per la rottura del Ramadan. Ma la battaglia giudiziaria continua

L'imam Mohamed Shahin a San Salvario

L'imam Mohamed Shahin a San Salvario

E’ arrivato a metà della festa, distribuendo datteri ai bambini e stringendo mani. «Grazie per essere qui, questa è San Salvario, una festa di colori e religioni diverse». Mohamed Shahin, l’imam più discusso d’Italia, a tre mesi e mezzo dal suo trasferimento al Cpr di Caltanissetta, è comparso per la prima volta in pubblico. E lo ha fatto a Torino, nella “sua” San Salvario, nel giorno in cui presso l’aiuola Ginzburg, di fronte alla Casa del quartiere di via Morgari, si celebrava l’evento “Iftar Street”, la cena collettiva pubblica organizzata durante il mese del Ramadan per rompere il digiuno insieme. Un’iniziativa che si è celebrata oggi per la prima volta dopo sette anni, visto che l’evento era stato interrotto dal Covid in poi. Evento che era partito per la prima volta proprio con Shahin. Anche se lui, all’inizio, era contrario alla festa. «Non ero convinto per problemi di viabilità, poi però mi ha fatto cambiare idea un mio amico della moschea», ha detto al suo arrivo a San Salvario.

Nessun commento, da parte dell’imam Shahin, sulla vicenda che lo ha visto protagonista dopo le frasi pronunciate sul 7 ottobre. Anche perché a breve ci saranno la decisione dei giudici di Caltanissetta sulla richiesta di asilo e quella del Tar del Lazio sul decreto di espulsione. La battaglia giudiziaria, quindi, continua. Mentre quello di oggi è stato solo un giorno di festa. A cui hanno preso parte diversi membri delle istituzioni, dal senatore Pd Andrea Giorgis all’onorevole Avs Marco Grimaldi, e poi ancora il consigliere regionale Pd Daniele Valle e gli assessori comunali Francesco Tresso e Jacopo Rosatelli. Presente anche Marco Durando, parroco della chiesa Santi Pietro e Paolo Apostoli di largo Saluzzo.

«Tra noi e la moschea c’è sempre stata collaborazione - ha detto don Durando - ed è bello condividere momenti di festa come questo». «In un momento in cui il diritto internazionale viene prevaricato con forza e violenza - così Sergio Velluto, presidente della chiesa valdese di Torino - un evento come questo è una grande vittoria».

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