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Bossetti torna in tv e rilancia: “Se incontrassi i genitori di Yara capirebbero che non sono l’assassino”

A Porta a Porta l’ex muratore condannato per l’omicidio di Yara Gambirasio ribadisce la propria innocenza e chiede la revisione del processo

Bossetti torna in tv e rilancia: “Se incontrassi i genitori di Yara capirebbero che non sono l’assassino”

Massimo Bossetti torna davanti alle telecamere in una puntata speciale di Porta a Porta, intervistato da Bruno Vespa. L’ex muratore di Mapello, condannato in via definitiva per l’omicidio di Yara Gambirasio, ribadisce ancora una volta la propria innocenza e lancia un appello diretto ai genitori della ragazza: “Se mi guardassero negli occhi capirebbero che non sono l’assassino”.

Dopo il documentario Netflix Il caso Yara e l’intervista a Belve, Bossetti torna a parlare anche di una possibile revisione del processo, che intende chiedere tramite il suo avvocato Claudio Salvagni. Al centro, una nuova analisi sui 54 campioni di Dna conservati presso l’Ufficio Corpi di Reato e ulteriori accertamenti sugli indumenti della vittima, rimasti integri.

Nel confronto con Vespa, Bossetti viene incalzato anche sul soprannome “il favola”, legato alle bugie che gli venivano attribuite in passato. Ammette di aver mentito in un’occasione, ma respinge le accuse più gravi, sostenendo che “le bugie più grossolane sono arrivate dall’accusa”.

Resta infine l’appello alla famiglia Gambirasio. Un incontro che Bossetti dice di desiderare, ma che Fulvio Gambirasio e Maura Panarese hanno già escluso, accusandolo in passato di cercare visibilità e di aggiungere “dolore al dolore”.

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