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IL CASO

Pedopornografia online, smantellata rete criminale: tre arresti tra Piemonte, Genova e Friuli

L'inchiesta nasce dai contatti di un medico torinese, un minorenne era l'amministratore del gruppo

Pedopornografia su Telegram, la rete smascherata dopo due anni di indagini: tre arresti e un minorenne denunciato

Un'operazione complessa, durata oltre due anni e condotta nel silenzio del "sottobosco" digitale, ha portato la Polizia Postale a infliggere un colpo durissimo a una rete dedita alla pedopornografia online. L'indagine, che ha preso le mosse dalla mappatura dei contatti di un medico di Torino già coinvolto in una precedente inchiesta del 2025 insieme a un sacerdote, ha svelato un sistema ramificato di scambio e produzione di materiale illecito su Telegram.

Grazie all'utilizzo di tecniche informatiche d’avanguardia per la de-anonimizzazione degli utenti, gli investigatori sono riusciti a risalire alle identità reali dietro i profili virtuali. Il bilancio operativo vede tre arresti: due uomini di 52 e 40 anni, residenti nelle province di Cuneo e Genova, trovati in possesso di ingenti quantità di file, e un 27enne di Pordenone, accusato non solo di detenzione ma anche di produzione di materiale pedopornografico.

L'aspetto più inquietante dell'inchiesta riguarda il coinvolgimento di un minorenne residente nel Comasco, denunciato alla Procura dei minori con l'accusa di essere l'amministratore del gruppo Telegram incriminato. Un dettaglio che solleva interrogativi drammatici sulla responsabilità digitale e sulla vulnerabilità dei giovanissimi all'interno di dinamiche criminali che trasformano i minori da potenziali vittime a ingranaggi del sistema.

Ogni file sequestrato rappresenta una violenza che si rinnova. Questa operazione dimostra come il contrasto a tali reati richieda non solo eccellenza tecnologica e pazienza investigativa, ma una vigilanza sociale costante contro un mercato che si nutre dell'illusione dell'anonimato.

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