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Il fatto
26 Gennaio 2026 - 18:56
Sono chiusi lì dal 4 dicembre. Tre cani piccoli, simili a chihuahua, rinchiusi in un camper dietro le case popolari di via Aosta, a Torino. Passano i giorni, passano i weekend: abbaiano, cercano di attirare l’attenzione, girano nervosi dentro il veicolo. Uno di loro è stato persino visto vagare in strada tra le auto, senza guinzaglio, senza custodia, senza sicurezza. Interventi delle forze dell’ordine? Della Tutela Animali? Zero. Nonostante decine di segnalazioni da parte dei residenti e quelle presentate da Patrizia Alessi, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Circoscrizione 7, che oggi ha depositato richiesta di accesso agli atti, stufa di non ottenere risposte su tre animali tenuti in condizioni inaccettabili. Le domande sono nette e precise: come stavano i cani trovati nell’appartamento? Avevano certificati sanitari o microchip? Sono stati adottati o, magari, i proprietari hanno provato a riprenderseli? E quei tre rinchiusi nel camper, perché nessuno si muove? È difficile da capire in un paese civile, dove la detenzione degli animali è regolata da norme chiare.
La storia parte dagli sgomberi delle palazzine: i cani dei rom finiti in televisione quando furono cacciati dalla casa che occupavano senza diritto. Undici animali in tutto: sei adulti con microchip, cinque cuccioli sotto i 60 giorni senza intestatari. Un allevamento clandestino, raccontano i residenti: «Cani venduti sul tram o in strada, 50 euro, a volte 100. Li abbiamo sotto casa da anni». Questi tre cani, forse anche di più, sono “nuovi”: una femmina scampata al sequestro del giorno dello sgombero, utilizzata come fattrice, accoppiata spesso.
«Le segnalazioni le ho fatte, tante, anche alla Tutela Animali», ribadisce Patrizia Alessi, evidenziando come il problema sia noto ma ancora irrisolto. Il garante della Regione Piemonte, Paolo Guisi, è stato allertato e seguirà personalmente.
Una residente che da tempo si è interessata alla vicenda, dopo diverse segnalazioni fatte via mail (e anche al telefono) ha ottenuto una prima risposta ufficiale, un messaggio di posta elettronica, mittente la Polizia Municipale: «Abbiamo preso in carico la sua segnalazione».
Intanto i cani, sperando a questo punto siano “solo” tre e non di più, restano chiusi nel camper di via Paolo Denza, coi finestrini serrati, in attesa che qualcuno li compri per cinquanta euro sul tram o per puro caso.
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