l'editoriale
Cerca
IL COLLOQUIO
30 Gennaio 2026 - 20:11
«Il loro dialogo sono le pietre».
Antonio Rinaudo non gira attorno alle parole. Per l’ex magistrato, per anni in prima linea contro terrorismo ed eversione, quanto sta accadendo a Torino dopo lo sgombero di Askatasuna non ha nulla a che vedere con una protesta: è una sfida aperta allo Stato. «Pugni, lanci di oggetti, scontri fisici: è l’unico linguaggio che conoscono». Rinaudo osserva la situazione con il distacco di chi ha già visto scene simili, senza però sottovalutarne i rischi. «C’è la stessa voglia di dichiarare guerra allo Stato, mi pare evidente. Le mobilitazioni e l’annuncio di nuovi cortei sono un messaggio diretto a questo governo, che ha deciso di ripristinare la legalità dopo l’occupazione illegale di un immobile». Non si tratta, insiste, di reazioni episodiche. «Askatasuna è un’organizzazione strutturata per compiere azioni illecite. L’immobile è solo un’appendice: il vero obiettivo è pianificare lo scontro fisico con le forze dell’ordine». Il magistrato descrive dinamiche precise, tutt’altro che improvvisate. «Gli attacchi ai poliziotti seguono schemi quasi militari, da battaglia corpo a corpo, come ai tempi dei legionari romani. Usano pietre e oggetti contundenti, si muovono in gruppo e indossano abbigliamento studiato per resistere ai getti degli idranti». Tecniche collaudate, che rendono il quadro «estremamente pericoloso». Il dialogo invocato dalle istituzioni, per Rinaudo, resta un’illusione. «Negli anni dei No Tav ci abbiamo provato più volte. Non ha mai funzionato. Qui non parliamo di cortei o proteste sociali, non ci sono operai o cittadini in piazza. Arrivano cercando lo scontro fisico, con una tensione diretta e spesso imprevedibile». Le responsabilità di chi deve garantire l’ordine pubblico, avverte, sono enormi: «È facile invocare interventi muscolosi dal bar. Quando si hanno ruoli come quelli di questore, prefetto o ministro, ogni decisione pesa. E va sempre bilanciata sicurezza e legalità». E Antonio Rinaudo quella violenza l’ha conosciuta da vicino. Ci ha imparato a convivere, quotidianamente.
I più letti
L'associazione aderisce all'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria - IAP vincolando tutti i suoi Associati al rispetto del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale e delle decisioni del Giurì e de Comitato di Controllo.
CronacaQui.it | Direttore responsabile: Andrea Monticone
Vicedirettore: Marco Bardesono Capo servizio cronaca: Claudio Neve
Editore: Editoriale Argo s.r.l. Via Principe Tommaso 30 – 10125 Torino | C.F.08313560016 | P.IVA.08313560016. Redazione Torino: via Principe Tommaso, 30 – 10125 Torino |Tel. 011.6669, Email redazione@torinocronaca.it. Fax. 0116669232 ISSN 2611-2272 Amministratore unico e responsabile trattamento dati e sicurezza: Giuseppe Fossati
Registrazione tribunale n° 1877 del 14.03.1950 Tribunale di Milano
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo..