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Il fatto
01 Febbraio 2026 - 20:45
Da un’esperienza spiacevole a un momento indimenticabile: questo è il percorso di Riccardo, un bambino di 11 anni che, nei giorni scorsi, era stato costretto a percorrere 6 chilometri sotto la neve dopo essere stato fatto scendere dal pullman per mancanza di biglietto.
Secondo quanto riferito dalla Fondazione Milano Cortina 2026, a Riccardo è stato offerto un ruolo speciale durante la cerimonia d’apertura delle Olimpiadi, trasformando la vicenda in un’occasione da favola.
L’autista coinvolto, Salvatore Russotto, 61 anni, avrebbe dichiarato di sentirsi profondamente dispiaciuto e di aver compreso solo a mente fredda di aver commesso un errore, chiedendo scusa al bambino e alla sua famiglia, aggiungendo che avrebbe preferito pagare lui il biglietto piuttosto che lasciarlo camminare sotto la neve.
La madre di Riccardo ha raccontato di aver ricevuto una telefonata dal presidente della Fondazione, Giovanni Malagò, che le avrebbe spiegato l’intenzione di far partecipare il figlio all’apertura delle Olimpiadi. All’inizio, la donna avrebbe pensato a uno scherzo, ma si sarebbe presto convinta della veridicità della proposta.
Riccardo, appassionato sciatore e sportivo, avrebbe reagito con un grido di gioia, mentre la famiglia si sarebbe detta entusiasta dell’opportunità. Anche la sorellina Lavinia, 7 anni, pur essendo felice per il fratello, avrebbe espresso un po’ di invidia, dichiarando che avrebbe percorso volentieri 8 chilometri per vivere la stessa esperienza.
Secondo quanto riferito, il bambino era stato fatto scendere perché il biglietto posseduto non era più valido per la tratta, aumentata a 10 euro per l’effetto Olimpiadi. L’autista avrebbe spiegato di aver seguito le disposizioni dell’azienda e di non essere a conoscenza di norme particolari per i minorenni, ammettendo comunque di aver commesso un grave errore.
Il presidente della Provincia di Belluno, Roberto Padrin, avrebbe annunciato il ritorno alla tariffa ordinaria per la tratta coinvolta, spiegando che la misura è volta a venire incontro ai pendolari della Valboite e del Cadore.
Secondo quanto riferito dalla madre, l’invito a partecipare alla cerimonia rappresenterebbe per Riccardo un vero onore, un riconoscimento personale e un momento che rimarrà indelebile nella sua vita, trasformando la brutta esperienza in un ricordo di gioia e orgoglio.
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