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Il caso

Scontri a Torino, arrestati in carcere Oggi il Gip decide se restano dentro

Ieri l’udienza di convalida. Oltre ai tre finiti in manette, c’è un fascicolo aperto con 24 nomi iscritti sopra

Scontri a Torino, arrestati in carcere Oggi il Gip decide se restano dentro

Si è tenuta ieri l’udienza per la convalida degli arresti a carico dei tre fermati dopo il sabato nero di Torino, quando la manifestazione indetta da Askatasuna ha devastato alcune zone del centro città.
Per i fatti legati a quelle orribili ore la Procura di Torino ha aperto un fascicolo e indaga altre 24 persone. L’inchiesta è affidata al procuratore aggiunto Emilio Gatti (che lo scorso anno aveva chiesto la condanna degli antagonisti per associazione a delinquere) e al pubblico ministero Chiara Molinari.

Le notizie di reato comprendono resistenza a pubblico ufficiale, travisamento, porto di oggetti atti ad offendere e violazione dei provvedimenti del questore. Tra gli indagati ci sono persone arrivate anche da fuori regione, oltre ad antagonisti locali e stranieri. L’età va dai 18 ai 46 anni. Il numero degli indagati è destinato a crescere: sono ancora in corso le identificazioni tra i centinaia di filmati al vaglio degli inquirenti, per individuare chi ha aggredito il poliziotto Alessandro Calista, picchiato con calci, pugni e colpi di martello mentre era a terra. La difesa di Calista è affidata all’avvocato Rachele De Stefanis, che assiste anche Lorenzo Virgulti, il collega intervenuto per soccorrerlo quella sera.Durante la visita a Torino, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni aveva chiesto che venisse contestato il reato di tentato omicidio. Per ora non compare nelle notizie di reato, ma la Procura potrà valutarlo una volta identificati i responsabili delle violenze.
I tre arrestati sono Pietro Desideri, Matteo Campaner e Angelo Francesco Simionato. Hanno rispettivamente 35, 31 e 22 anni; Desideri e Campaner vivono tra Torino e Grugliasco.
Simionato, di Grosseto, è collegato al pestaggio: nei video virali si vede con il giubbotto rosso, in mezzo agli altri facinorosi vestiti di nero. Non risulta aver colpito direttamente Calista, ma era presente con chi lo ha picchiato. Infine, quei tre tra loro non si conoscevano, così sembra dalle prime ricostruzioni. Nessuno di loro è mai stato, in passato, collegato a episodi di matrice antagonista o anarchica. Per Desideri e Campaner le accuse principali sono resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Hanno reso le prime dichiarazioni spontanee: fonti affidabili dicono che abbiano affermato « di non riconoscersi in quelle che sono le accuse a loro carico».
Al 22enne si contesta il concorso in lesioni personali a pubblico ufficiale durante la manifestazione, la violenza a pubblico ufficiale e la rapina in concorso. La Procura ha chiesto la convalida degli arresti e la detenzione in carcere per tutti e tre. Il Gip si pronuncerà oggi.

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