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Il caso
04 Febbraio 2026 - 10:05
Dopo anni di attesa, il caso dell'adesione di Cherasco al Parco naturale Gesso e Stura torna al centro del dibattito. Mentre l'iter burocratico appare bloccato in una fase di stallo, undici associazioni ambientaliste e oltre 300 studenti hanno deciso di scendere in campo — letteralmente — con una marcia prevista per il 24 febbraio, per chiedere che questo prezioso tesoro di boschi e torrenti riceva finalmente la tutela che merita.
I piccoli corsi d’acqua cristallini, i Rii, custodiscono una biodiversità da record: 790 specie vegetali e una fauna che sopravvive solo dove l’acqua è pura come quella dei torrenti alpini. Eppure, nonostante questo patrimonio inestimabile, Cherasco rimane oggi l’ultimo anello mancante per completare il Parco naturale Gesso e Stura.
Il Parco naturale Gesso e Stura è un organismo che cresce dal 2007. Partito da Cuneo, ha progressivamente inglobato comuni come Borgo San Dalmazzo, Fossano e Salmour, diventando nel 2019 un’area protetta regionale a tutti gli effetti. Seguendo il corso della Stura verso la confluenza nel Tanaro, Cherasco è l'unico comune ancora fuori dal perimetro. Un’assenza che pesa, considerando che il territorio cheraschese ospita boschi fitti e ripidi canaloni mai toccati dall'agricoltura, veri e propri santuari naturali.
Sulla carta, l'ingresso di Cherasco nel Parco sembra un percorso lineare. La Direzione di Cuneo ha già sollecitato il Comune: basterebbe una delibera con una perimetrazione di massima per avviare l’iter regionale. Un segnale positivo arriva dall’acquisizione comunale dei 4 ettari della Rocca del Campione: essendo ora proprietà pubblica, quest’area potrebbe rappresentare la porta d'ingresso ideale e immediata nel Parco. Tuttavia, nonostante gli incontri tecnici già avvenuti, la decisione definitiva sembra essere rimasta per anni in una fase di stallo burocratico.
Se la politica esita, la società civile ha deciso di accelerare. Da metà 2024, un cartello di ben undici associazioni ambientaliste (tra cui Legambiente, Italia Nostra, Pro Natura e diverse realtà Laudato Si’) sta premendo affinché la tutela diventi realtà.
Per trasformare l’appello in azione, è stata organizzata una mobilitazione per martedì 24 febbraio: una camminata collettiva che vedrà protagonisti oltre 300 studenti delle scuole locali. Non è solo un evento simbolico: è la dimostrazione che le nuove generazioni considerano la salvaguardia dei Rii non un vincolo, ma una necessità per il futuro del territorio.
Entrare nel Parco non significa solo proteggere alberi e torrenti; significa inserire Cherasco in un corridoio ecologico di rilievo regionale, capace di attrarre un turismo lento e consapevole. Una semplice delibera può trasformare un’attesa ventennale in un impegno concreto per il paesaggio.
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