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Il caso

Scontri a Torino, scoppia la bufera per le foto false sui social

Meme e immagini create con l'intelligenza artificiale, poi diffuse in tutto il web

Scontri a Torino, scoppia la bufera per le foto false sui social

È ancora alta la tensione dopo gli scontri avvenuti lo scorso 31 gennaio a Torino, che hanno visto coinvolti diversi poliziotti del Reparto Mobile di Padova. Tra loro, Alessandro Calista, rimasto ferito durante gli incidenti, è stato dimesso dall’Ospedale Molinette con una prognosi di venti giorni per trauma cranico non commotivo, ferita lacero-contusa alla coscia sinistra ed escoriazioni agli arti superiori. Ferito anche Lorenzo Virgulti.  Nelle ultime ore, sui social network sono circolate alcune fotografie false che ritraevano Calista in atteggiamenti privati con Virgulti. Le immagini, generate con intelligenza artificiale e diffuse come meme e caricature, sono state immediatamente smentite dal legale dell’agente, Avv. Rachele Selvaggia De Stefanis. In alcune foto create con supporti artificiali si vedono i due poliziotti scambiarsi effusioni, in un'altra gli stessi abbracciati in reparto, all'interno dell'ospedale. Foto che sembra reale, non fosse che mancano alcuni dettagli, come il braccialetto del presidio ospedaliero. Inoltre, le mani dei due portano una fede nuziale - e nessuno dei due è sposato.  “Il mio assistito non ha mai rilasciato interviste o dichiarazioni a giornalisti, siti web o pagine social - precisa l’avvocato - Le uniche dichiarazioni ufficiali sono quelle registrate negli uffici del Reparto Mobile e diffuse in video autorizzato dai superiori il 2 febbraio alle 19:50 circa.” Calista ha inoltre sottolineato di non aver mai autorizzato la diffusione di dati personali o fotografie della propria vita privata e della famiglia. “Stiamo assistendo a una vera e propria campagna diffamatoria. Valuteremo con il mio assistito eventuali azioni legali”, ha aggiunto De Stefanis. Solidarietà agli agenti arriva anche dal Sindacato Autonomo di Polizia di Padova. Loris Frison, segretario provinciale, ha dichiarato: “Quello che sta accadendo sui social è molto grave. Non lasceremo soli Alessandro e Lorenzo. Il nostro dovere è tutelare la divisa e tutti i poliziotti il cui operato e la cui integrità vengono messi in dubbio.”

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