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Carta docente 2026 in ritardo: bonus ancora bloccato e importo incerto per gli insegnanti

Nessuna comunicazione ufficiale dal Ministero dell’Istruzione, scadenze superate e dubbi sui 500 euro

Carta docente 2026 in ritardo: bonus ancora bloccato e importo incerto per gli insegnanti

A febbraio 2026 la Carta docente resta ancora un punto interrogativo. Le informazioni ufficiali, attese entro gennaio, non sono mai arrivate e il bonus formazione per i docenti continua a non essere disponibile. Nessuna comunicazione chiara dal Ministero dell’Istruzione, nessuna data certa, e soprattutto nessuna conferma sull’importo effettivo che spetterà agli aventi diritto.

Al momento, quindi, non è chiaro quando verrà erogata la Carta docente 2026, né se il valore sarà ancora pari a 500 euro, come avvenuto negli anni precedenti.

Scadenze superate e silenzio del ministero

Già a settembre 2025 il governo aveva fissato una tempistica precisa: entro la fine di gennaio 2026 sarebbero dovute arrivare le indicazioni su modalità di erogazione e valore del bonus. La data è ormai passata, ma sul portale ufficiale compare ancora la dicitura secondo cui i voucher dell’anno scolastico 2025/2026 sarebbero stati disponibili “a partire da gennaio”.

Nel frattempo, opposizioni politiche e organizzazioni sindacali denunciano l’ennesimo ritardo, mentre da viale Trastevere non arrivano spiegazioni ufficiali.

Perché la Carta docente è in ritardo nel 2026

La causa principale del rallentamento sarebbe il cambio delle regole di accesso. A partire da quest’anno, infatti, la Carta docente non viene più erogata automaticamente: serve un decreto interministeriale che stabilisca criteri e importo.

La novità più rilevante è l’estensione del bonus ai docenti precari con contratto di supplenza fino al 30 giugno o al 31 agosto. Un ampliamento della platea che, secondo il governo, ha richiesto tempi più lunghi per i calcoli.

C’è però un altro aspetto che preoccupa gli insegnanti: con più beneficiari, il valore individuale del bonus potrebbe diminuire. I fondi disponibili dovranno essere divisi tra un numero maggiore di docenti, e i 500 euro non sono più garantiti.

Arretrati fermi e nessuna data certa

Oltre al bonus 2026, risultano bloccati anche gli arretrati dell’anno precedente, che non avrebbero bisogno di ulteriori verifiche perché destinati a una platea già definita.

Il ministero non ha fornito chiarimenti: non si sa se il ritardo dipenda ancora dai calcoli, dalla necessità di reperire nuove risorse o da altri problemi amministrativi. Quel che è certo è che oltre metà dell’anno scolastico è già trascorsa senza che i docenti abbiano potuto utilizzare il bonus.

Chi avrà diritto alla Carta docente 2026

Salvo modifiche dell’ultimo momento, la Carta docente 2026 spetterà alle seguenti categorie:

  • docenti di ruolo a tempo indeterminato, inclusi i neoassunti e chi lavora part-time

  • insegnanti fuori ruolo o in posizione di comando o distacco

  • docenti in servizio nelle scuole italiane all’estero e nelle scuole militari

  • insegnanti dichiarati inidonei per motivi di salute

  • docenti precari con contratto fino al 30 giugno 2026 o 31 agosto 2026

  • personale educativo in servizio

Restano invece esclusi il personale ATA e i precari con supplenze temporanee, anche se coprono l’intero anno scolastico con più contratti. Su questo punto non si escludono ricorsi legali, che potrebbero spingere il governo a un ulteriore ampliamento della misura.

La protesta di sindacati e opposizioni

La questione è arrivata anche in Parlamento, con un’interrogazione presentata dal Partito democratico. Secondo la responsabile scuola del Pd, Irene Manzi, il ministero dispone già dei dati necessari e non è accettabile che i disservizi ricadano ancora una volta sugli insegnanti.

Dura anche la posizione dei sindacati. La Flc Cgil critica il rinvio delle comunicazioni sull’importo, ricordando che in passato arrivavano entro settembre, permettendo ai docenti di programmare corsi di formazione e acquisti didattici. Un ritardo che, secondo il sindacato, dimostra la scarsa attenzione verso il personale scolastico.

Ancora più netto il commento della Gilda degli insegnanti, che definisce gli arretrati “un diritto, non un favore” e ironizza sull’attesa infinita del bonus, paragonata a una sorta di “Aspettando Godot”.

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