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Garlasco
14 Febbraio 2026 - 10:00
Il delitto di Garlasco, avvenuto nell’agosto 2007, torna al centro dell’attenzione giudiziaria. La Procura di Pavia sta concentrando le nuove verifiche sui dispositivi informatici di Chiara Poggi e del suo ex fidanzato Alberto Stasi, già condannato in via definitiva per l’omicidio della 26enne.
Al centro degli accertamenti ci sono i contenuti presenti nei computer dei due giovani, considerati dagli inquirenti possibile “materiale di interesse” per chiarire ulteriormente la dinamica del delitto. Le analisi tecniche, affidate a una perizia informatica, dovranno essere depositate entro il 19 febbraio.
Le indagini hanno recentemente coinvolto anche Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara, ora indagato per omicidio in concorso. La difesa aveva richiesto un incidente probatorio informatico sui dispositivi sequestrati, richiesta che è stata però respinta. Nonostante ciò, gli avvocati potranno comunque esaminare gli esiti degli approfondimenti tecnici.
Particolare attenzione è rivolta alle conversazioni su Msn Messenger, piattaforma di messaggistica molto utilizzata negli anni Duemila.
Dalle prime indiscrezioni, non sarebbero emersi contatti tra Chiara Poggi e Andrea Sempio all’interno delle chat. La lista contatti della giovane risulterebbe piuttosto limitata: le conversazioni avvenivano principalmente con Alberto Stasi, con un’amica d’infanzia e con un altro ragazzo conosciuto attraverso il fidanzato.
Un elemento che complica le analisi riguarda il fatto che il computer di Chiara fosse utilizzato da più membri della famiglia. Questo rende più difficile attribuire con certezza ogni singola attività informatica a una persona specifica.
Gli investigatori stanno lavorando su alcuni aspetti ritenuti cruciali:
Verifica della data di apertura di un video collegato ad Andrea Sempio, visionato il 10 agosto.
Analisi della cartella denominata “Albert.zip”, che conterrebbe tre video intimi tra Chiara e Alberto Stasi.
Esame dell’attività sul computer di Stasi nella sera del 12 agosto, in particolare l’apertura della cartella “Militare”, dove sarebbero stati archiviati file a contenuto pornografico.
Questi elementi potrebbero contribuire a ricostruire la sequenza temporale delle operazioni digitali effettuate nei giorni immediatamente precedenti l’omicidio.
A distanza di quasi vent’anni, la tecnologia torna quindi a giocare un ruolo centrale nel caso. L’obiettivo della Procura è ricostruire una mappa dettagliata dei movimenti informatici per comprendere se dai dispositivi possano emergere nuovi indizi utili a fare ulteriore chiarezza su uno dei casi di cronaca nera più discussi degli ultimi decenni.
Il delitto di Garlasco resta così al centro dell’attenzione pubblica, mentre si attendono i risultati ufficiali della perizia che potrebbero aprire nuovi scenari investigativi.
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