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16 Febbraio 2026 - 18:49
Quadro rubato nel castello di Buriasco: assolto Vittorio Sgarbi. «Non ci sono prove»
Si chiude con un’assoluzione per insufficienza di prove il procedimento che vedeva imputato Vittorio Sgarbi per riciclaggio in relazione al caso del dipinto di Rutilio Manetti "La cattura di San Pietro", trafugato nel 2013 dal castello di Buriasco, nel Torinese. La decisione è arrivata dal gup di Reggio Emilia, dove il fascicolo era approdato dopo un primo passaggio alla Procura di Macerata. La Procura reggiana, guidata dal procuratore Gaetano Calogero Paci, aveva chiesto una condanna a tre anni e quattro mesi. Il giudice ha invece pronunciato l’assoluzione con la formula dell’insufficienza di prove.
L’indagine era nata dopo le rivelazioni del pittore reggiano Lino Frongia, che aveva raccontato agli investigatori - e alle telecamere di Report e del Fatto Quotidiano - di aver ritoccato il quadro aggiungendo una fiammella, su incarico dello stesso Sgarbi. Le inchieste giornalistiche avevano contribuito ad accendere i riflettori sulla vicenda, poi sfociata nell’indagine formale. Secondo l’accusa, il dipinto rubato a Buriasco sarebbe lo stesso “riapparso” nel 2021 (in riproduzione 3D realizzata, secondo i carabinieri della Tutela del patrimonio culturale di Roma che hanno svolto le indagini, da un laboratorio grafico di Correggio, sempre nel Reggiano). L’opera, presentata come un inedito di Manetti e attribuita alla proprietà di Sgarbi, era stata esposta a Lucca nella mostra "I pittori della luce", curata dal critico d’arte. Nel corso del procedimento erano già stati archiviati due capi d’imputazione: contraffazione di beni culturali e autoriciclaggio. Rimaneva solo l’accusa di riciclaggio, ora superata dall’assoluzione pronunciata dal gup.
Il castello di Buriasco è tornato agli onori delle cronache qualche mese fa: questo autunno infatti è stato messo in vendita con un annuncio sui siti di settore. Risalente al 1305, al suo interno conserva vari affreschi e opere d’arte. Ma non il dipinto di Manetti.
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