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Nessuna copia illegittima dal PC di Chiara Poggi: la difesa smentisce le accuse di Bugalalla

Il consulente informatico della famiglia Poggi ribadisce che tutte le copie dei dispositivi sono state rilasciate secondo legge

Nessuna copia illegittima dal PC di Chiara Poggi: la difesa smentisce le accuse di Bugalalla

Nuovi sviluppi sul caso dell’omicidio di Chiara Poggi tornano alla luce con le affermazioni della youtuber Francesca Bugamelli, nota come Bugalalla. In un recente video, la creator ha condiviso intercettazioni finite negli atti giudiziari, che riguarderebbero la madre della vittima, l’avvocato Gian Luigi Tizzoni e l’ingegner Paolo Reale, cugino di Chiara e consulente informatico della famiglia.

Bugalalla parla di presunte copie non autorizzate del disco rigido del computer di Chiara Poggi, della testimonianza di una testimone che avrebbe cambiato versione sotto pressione dei carabinieri e di un nuovo ruolo ipotetico del fratello della vittima, Marco Poggi, nel procedimento.

La replica del consulente informatico

Intervistato da Fanpage.it, Paolo Reale ha smentito ogni accusa di irregolarità, spiegando che la gestione del materiale informatico è stata sempre conforme alle procedure legali: “Le copie forensi vengono rilasciate nei tempi e nei modi previsti dal Codice di procedura penale. Noi, come parte offesa, abbiamo ottenuto la copia del PC all’inizio del 2008. Successivamente, con la chiusura dell’indagine e tramite discovery, abbiamo avuto accesso anche agli altri dispositivi, incluso il computer di Stasi”.

Reale ha sottolineato la gravità delle accuse: “Mettere in dubbio la correttezza della gestione di copie così delicate, custodite dalla Procura e dalla cancelleria, è un’offesa alla legalità. Non comprendo come sia possibile insinuare il contrario”.

Coinvolgimento di figure istituzionali

Nel video, la youtuber ha anche ipotizzato un ruolo dell’ex generale dei Carabinieri e comandante dei RIS, Luciano Garofano, nella presunta diffusione di materiale riservato durante le indagini. Garofano, sentito da LaPresse e confermato a Fanpage.it, ha dichiarato di aver già affidato il materiale al proprio legale, precisando che le registrazioni sarebbero state “decontestualizzate”.

Gli audio condivisi da Bugalalla provengono dagli atti del processo di primo grado del 2009 davanti al gup Stefano Vitelli. All’epoca, Stasi era stato assolto in primo grado e poi condannato definitivamente nel 2015 a 16 anni per l’omicidio della fidanzata.

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