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Il fatto
21 Febbraio 2026 - 15:20
Negli ultimi giorni le Alpi hanno registrato diversi episodi di valanghe, con conseguenze anche per gli sportivi: a Livigno, una slavina ha travolto uno snowboarder nel comprensorio del Carosello 3000, mentre a Courmayeur, un distacco di neve dal versante del Monte Bianco ha interessato un'area sciistica frequentata da molti appassionati. Fuori dall'Europa, in California, una valanga ha coinvolto 16 sciatori nella Sierra Nevada, con 10 ancora dispersi.
Secondo i bollettini AINEVA (Associazione Interregionale Neve e Valanghe), gran parte delle catene montuose italiane presentano un rischio alto di valanghe, classificato con grado 4 su una scala da 1 a 5. La combinazione di neve fresca e vento intenso ha creato nuovi accumuli instabili, facilmente staccabili anche dal passaggio di un singolo escursionista.
La sicurezza in montagna parte dalla conoscenza del rischio: consultare i bollettini giornalieri dell’AINEVA permette di identificare le aree più pericolose. La scala di pericolo va da:
1 – debole: valanghe rare e di piccole dimensioni
3 – marcato: rischio sottovalutato, maggior numero di incidenti
5 – molto forte: valanghe spontanee di grandi dimensioni, possibili minacce anche per zone frequentate
Oltre a monitorare il rischio valanghe, la Protezione Civile consiglia di:
Non avventurarsi da soli: avere almeno un compagno consapevole aumenta le possibilità di autosoccorso.
Rispettare la segnaletica sulle piste e le indicazioni riguardanti le discese fuori pista.
Evitare pendii ripidi o sentieri sconosciuti, soprattutto nelle ore più calde.
Spostarsi in zone sicure, come tratti pianeggianti o rocce, evitando canaloni, pendii aperti o sottovento.
Informare familiari o amici sul percorso scelto.
In caso di forti nevicate, individuare percorsi sicuri verso ripari.
Portare con sé un ARTVA, dispositivo fondamentale che trasmette segnali di presenza sotto la neve in caso di valanga.
Le valanghe sono distacchi improvvisi di neve lungo pendii, tipicamente tra 2.000 e 3.000 metri, su terreni rocciosi privi di vegetazione. Se ci si trova travolti o si assiste a una slavina:
Spingersi lateralmente: il centro della massa nevosa tende ad accumularsi, quindi è più facile muoversi ai margini.
Proteggere naso e bocca creando uno spazio libero davanti al petto.
Muovere braccia e gambe come se si stesse nuotando per rimanere in superficie.
Aprire lo zaino airbag immediatamente se disponibile.
Chiamare subito il soccorso alpino (112), indicando posizione, nome e telefono, preferibilmente con GPS attivo.
La tempestività è fondamentale: la neve può ostruire le vie respiratorie, bloccare i movimenti e portare rapidamente a ipotermia e congelamento.
Il modo migliore per ridurre i rischi in montagna è prepararsi con attenzione, conoscere i bollettini, rispettare le regole e portare con sé strumenti di sicurezza come l’ARTVA. Sapere come reagire in caso di valanga può fare la differenza tra la vita e la morte.
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