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21 Febbraio 2026 - 17:00
Negli ultimi giorni il tema del cambio di cognome ha attirato l’attenzione pubblica, dopo che tre fratelli di Rimini hanno richiesto di sostituire il cognome paterno con quello della madre, giudicato imbarazzante. Questo episodio ha riacceso il dibattito su quando e come sia possibile modificare le proprie generalità in Italia.
In Italia, chi possiede la cittadinanza italiana può richiedere la modifica del cognome o l’aggiunta di un secondo cognome, ma solo se esistono motivi oggettivamente rilevanti. Non è possibile scegliere cognomi storici o appartenenti a famiglie illustri, per evitare confusioni o indebite associazioni sociali.
Dal 2022, grazie a una sentenza della Corte Costituzionale, è stata introdotta la possibilità di attribuire ai nuovi nati il doppio cognome (materno e paterno), abolendo l’automatica trasmissione del solo cognome paterno.
Il cambio di cognome può essere richiesto per diverse ragioni, tra cui:
Cognomi imbarazzanti o offensivi: se il cognome attuale provoca disagio, scherni o rivela l’origine naturale (es. figli di genitori ignoti).
Motivi affettivi o familiari: è possibile aggiungere il cognome della madre o di chi ha cresciuto il richiedente, purché vi siano ragioni sociali, familiari o affettive documentate.
Il cittadino interessato deve presentare un’istanza motivata al Prefetto della provincia di nascita o di residenza. Se il Prefetto approva, l’istanza viene pubblicata per 30 giorni consecutivi all’Albo Pretorio dei Comuni coinvolti, per consentire eventuali opposizioni.
Se nessuno si oppone, il Prefetto emette un decreto che autorizza il nuovo cognome. La modifica diventa ufficiale solo dopo la trascrizione nei registri dello Stato Civile.
Dal 1° giugno 2022, i genitori possono scegliere di dare ai figli sia il cognome del padre sia quello della madre, decidendo consensualmente l’ordine di attribuzione. In alternativa, è ancora possibile scegliere un solo cognome.
Secondo l’ultimo rapporto ISTAT su natalità e fecondità, circa il 7% dei neonati in Italia ha il doppio cognome, un aumento significativo rispetto al 2% del 2020. Alcuni dati interessanti:
Più diffuso al Nord e Centro (8%) che al Sud (6%).
Più frequente tra i primogeniti (9,2%) rispetto ai secondi (4,7%) o terzi figli (3%).
Predominante nelle coppie non sposate (8,5%) rispetto a quelle sposate (5,3%).
Il cambio di cognome in Italia è possibile, ma richiede motivazioni solide, una procedura ufficiale e l’approvazione delle autorità competenti. L’introduzione del doppio cognome ha inoltre ampliato le possibilità di scelta dei genitori per i propri figli, riflettendo un cambiamento nella percezione sociale e giuridica dell’identità familiare.
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